Sassano: "La sfida digitale dell'esperimento Santoro"

MULTI-PIATTAFORMA

Il programma "Servizio pubblico" che debutta domani grazie a una rete di tv locali, Web e satellite, rimuove la barriera tecnologica all'ingresso di nuovi operatori costituita dal controllo delle frequenze. E indica "l'esistenza di un sentiero in grado di aggirare le Termopili televisive"

di M.S.
Domani va in onda Servizio Pubblico di Michele Santoro & Co. "Sarà, credo, l'evento mediatico dell'anno" scrive in un post su Facebook Antonio Sassano, ordinario di Ricerca operativa all'Università Sapienza di Roma e fra i massimi esperti di frequenze. Secondo Sassano il programma di Santoro sarà centrale "non tanto per il fatto di essere un programma "senza editore" e multi-piattaforma (ce ne sono già molti sul Web); ma piuttosto per essere, in modo dichiarato, un programma che vuole arrivare a tutti".

Michele Santoro si sarebbe potuto, infatti, "limitare al Web e al Satellite (in fondo a Sky basta). La scelta di... appoggiarsi ad un consorzio di televisioni locali ha più l'obiettivo di indicare una strada che quello di aumentare in modo significativo (almeno per la prima puntata!) gli ascolti".

Il vero messaggio del nuovo programma "è  'si può fare!' (Frankenstein jr. e non Obama). Il vero messaggio è il mezzo (gli amici mass-mediologi perdonino il camice bianco per la citazione banale). Servizio Pubblico risponde all'obiezione 'ma quello che conta è la pubblicità' raccogliendo la pubblicità per un singolo evento (e anche un mini-canone dal pubblico più affezionato). Ma, cosa più importante, risponde all'obiezione 'ti vedranno in pochi ma buoni' utilizzando la piattaforma digitale terrestre che esiste e che, come qualcuno sognava, ha rimosso la barriera tecnologica all'ingresso di nuovi operatori costituita dal controllo delle frequenze".

Paradossalmente, continua Sassano, "mentre il beauty contest sembra rafforzare la chiusura del mercato a nuovi operatori, Servizio Pubblico ci mostra l'esistenza di un sentiero in grado di aggirare le Termopili televisive. All'ultima obiezione '.. ma che estensione e che qualità di servizio può avere una rete fatta da tante televisioni locali?' rispondo con una simulazione ed una mappa (che pubblichiamo nella foto, ndr). Sulla base dei dati Wiki del sito OTG-TV (di Oliviero Dellerba, ndr) ho ricostruito (in modo approssimato) le aree di servizio di tutte le emittenti italiane e valutato la copertura potenziale della trasmissione di giovedì prossimo. La simulazione dice che quasi 51 milioni di utenti sono raggiungibili con qualità buona (Q3 - blu+celeste) e che oltre 48 milioni lo sono a qualità ottima (Q4 - blu). Un risultato davvero fantastico e impensabile nell'era analogica".

02 Novembre 2011