Privacy: “Un Wto delle Tlc contro il Far West digitale”

RELAZIONE GARANTE DATI PERSONALI

Una regolazione globale della Privacy l'obiettivo indicato dal Garante per la protezione dei dati personali nella 12esima Relazione annuale presentata oggi a Roma che oltre a fare il punto sull’attività svolta nel 2008 e indicarne le criticità, segna le prospettive per il futuro

di Alessandro Castiglia
“E’ necessario un grande accordo internazionale e la creazione di un’organizzazione sovranazionale nell’ambito della quale tutte le Autorità possano cooperare, secondo principi comuni e con reciproca efficacia”. Questo l’obiettivo per una regolazione globale della Privacy indicato dal Garante per la protezione dei dati personali nella 12esima Relazione annuale presentata oggi a Roma dal Presidente Francesco Pizzetti (scarica la presentazione). Il rapporto, oltre a fare il punto sull’attività svolta nel 2008 e indicarne le criticità, segna le prospettive per il futuro. Obiettivo dell’Autorità , dunque, un “nuovo e più vasto Wto, non per regolare il commercio internazionale, ma per dare disciplina e certezze all’immenso sistema di reti di telecomunicazioni, che è il cuore pulsante del mondo contemporaneo”. Per il Garante, infatti, più di tutto “c’è bisogno di proteggere libertà e rete da chi la vorrebbe soffocare e proteggere chi utilizza la rete dai moderni banditi del nuovo Far West digitale”.

Criticità
In generale – si legge - l’Autorità è giunta, anche grazie al sostegno delle forze politiche, ad interventi sempre più efficaci. “Nel corso dell’anno non sono mancati, però – scrive il Garante – interventi legislativi estemporanei che, operando con modifiche talvolta persino transitorie, a singole norme del Codice, hanno introdotto innovazioni per sempre positive”.

Tra questi Pizzetti nella Relazione 2008, ne riporta alcuni come “la proroga dei tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico e il mutamento temporaneo delle regole sull’utilizzazione degli elenchi telefonici a fini promozionali” e per la PA, la modifica “dell’articolo 1 del Codice, che introduce una disciplina derogatoria alla disciplina dei dati personali dei pubblici funzionari della quale pur apprezzando l’intento rileviamo la pericolosa ampiezza e genericità. Interventi settoriali come questo dovrebbero essere evitati”. Rispetto all’attività svolta in collaborazione con il Ministero della Pubblica amministrazione, in particolare, il Garante ricorda come abbia “indicato al Ministero le modalità per la pubblicazione online delle retribuzioni dei dipendenti, contemperando trasparenza e tutela degli interessati”. L’Autorità fa dunque “appello al Parlamento e al Governo perché si ascolti sempre il Garante quando si interviene sulla protezione dei dati personali”. Nello specifico Pizzetti scrive di apprezzare ogni azione intesa ad aumentare l’efficienza della PA” condividendo “l’intento di rendere trasparente l’attività della PA, tuttavia – scrive – non possiamo non sottolineare la pericolosità della diffusione in rete dei milioni di dati personali che l’Amministrazione quotidianamente tratta”. Da qui la raccomandazione a fare “attenzione all’uso eccessivo di informazioni relative a dati sensibili dei cittadini che spesso rischiano di fare provocare danno ingiusti agli interessati”. Il Garante chiede, in conclusione, che “non si consideri mai la protezione dei dati come un ostacolo da superare e rimuovere”.

Interventi
Positivo infine il bilancio dell’anno 2008 che ha visto l’incremento del 10% di accertamenti e controlli da parte del Garante. Più salate rispetto al passato le sanzioni: si passa da un massimo di 60mila euro agli attuali, sempre per i casi più gravi, 1 milione e 200mila. Tra i grandi settori di intervento a rischio maggiore per i cittadini proprio la P.A e la sua semplificazione, le banche dati pubbliche e private per accrescerne la sicurezza e i settori delle telecomunicazioni con una maggiore vigilanza. Non ultima l’attività dei media anche rispetto ai problemi di privacy legati all’uso delle moderne tecnologie.

Consumatori
Dalla parte del cittadino consumatore, poi, l’Autorità – scrive Pizzetti – ha posto un’attenzione costante nella ricerca del punto di equilibrio fra esigenze degli operatori e difesa degli utenti e dei clienti. Un caso su tutti quello del “telemarketing ripetutamente vietato dal Garante perché basato su una violazione continua delle regole, oltre che su una intollerabile intromissione nella vita degli utenti”. Medesimo intervento anche nella tutela dei cittadini dallo spam, “fenomeno – si legge nella Relazione- in costante crescita”. Spesso, infatti, l’invio di posta elettronica indesiderata comporta anche la trasmissione di programmi spia o software maligni che determinano furti e manipolazione dei dati contenuti nei computer e spesso danni irresponsabili ai programmi installati. Da qui il divieto da parte dell’Autorità “dell’uso indiscriminato degli indirizzi e-mail” anche se “reperibili in rete e che il consenso dell’utente è sempre necessario”. Importanti provvedimenti anche rispetto alle figure che hanno accesso ai dati presenti in un sistema con nuove regole che verifichino l’attendibilità e la competenza delle persone incaricate ad entrare in contatto con informazioni dei dati.

Tra presente e futuro, insomma, al centro dell’attività già svolta dal Garante e il suo obiettivo restano soprattutto i “problemi legati all’uso delle nuove tecnologie. Una su tutte i social network, Facebook in particolare, che ha messo il Garante “di fronte alla pericolosità di un uso sprovveduto delle nuove opportunità della rete”. Tra gli obiettivi per il futuro - tenendo presente il cambiamento dell’intera dimensione tradizionale dello spazio del cittadino – dunque, tutte le questioni legate ad Internet, ed in particolare il delicato rapporto tra “sicurezza e libertà”, così come quello tra informazione tradizionalmente intesa e pubblicazione online o aggregazione online di notizie e interrogazioni parlamentari tramite motori di ricerca generalisti.

02 Luglio 2009