Copyright, Kroes: "L'attuale sistema non funziona"

REGOLE

Il commmissario all'Agenda digitale considera inadeguati gli strumenti messi in opera dalle major discografiche per proteggere il diritto d'autore. "L'industria deve fare propri i modelli digitali". Ma bisognerà intervenire anche sulle norme: "Servono regole più flessibili"

di Federica Meta
Il copyright è sempre di più percepito dagli utenti come una sorte di “strumento punitivo”. Ne è convinta Neelie Kroes, commissario Ue per l’Agenda digitale, che in occasione del forum di Avignone ha affrontato il tema spinoso della tutela del diritto d’autore nell’era del Web. Secondo la Kroes questa concezione sarebbe figlia di errori che sono stati commessi soprattutto dalle major del mondo discografico e multimediale nonchè di un quadro normativo non al passo con le evoluzioni di una cultura che è sempre più digitale.
"L'attuale sistema per la tutela del diritto d'autore è il più adeguato strumento per raggiungere i vostri obiettivi? – chiede il commissario – Certamente no, soprattutto perché molti utenti vedono un questo meccanismo qualcosa di punitivo e costrittivo”.
La Kroes ha dunque esortato l’industria culturale a cambiare alla radice il modus operandi: “invece di mantenere le distanze dai nuovo strumenti di distribuzione messi a disposizione dal mondo digitale – raccomanda - l’industria dovrebbe farli propri”. Il Web e il cloud computing offrono "una modalità completamente nuova per l'acquisto, la diffusione e la fruizione di qualunque opera artistica – ricorda - nonostante il quadro normativo costruito attorno di copyright non sia tanto flessibile da trarne vantaggio”. Ma la tecnologia da sola non basta. In questo senso la Kroes auspica la redazione di norme che "autino il fiorire di nuovi modelli di business più digitali".

21 Novembre 2011