La Commissione Ue stringe il cerchio intorno a Google

ANTITRUST

L'inchiesta aperta da quasi due anni sarebbe a una svolta. L'Europa si sta concentrando su alcuni elementi "critici", in particolare il presunto "declassamento" dei siti rivali nei risultati della ricerca

di Patrizia Licata
La Commissione europea stringe il cerchio intorno a Google e al suo modo di fare business che suscita la preoccupazione delle autorità antistrust. Secondo il Financial Times, l’inchiesta di Bruxelles si sta focalizzando intorno ad alcuni elementi “critici” e questo rappresenta una svolta nel procedimento in corso da quasi due anni.

La Commissione deve ancora decidere se avviare un'indagine antitrust formale contro Google o semplicemente pubblicare un documento che presenterà in dettaglio le pratiche di business considerate lesive della libera concorrenza; tuttavia anche in quest'ultimo caso Big G dovrebbe piegarsi a patteggiare o sottomettersi a onerose sanzioni, scrive il Ft.

La notizia che l’inchiesta europea è entrata in una fase avanzata giunge pochi giorni prima del previsto incontro tra Eric Schmidt, presidente di Google, e Joaquín Almunia, il commissario europeo alla concorrenza.

La scorsa settimana Almunia ha però negato che l’incontro si possa risolvere in un confronto sulle questioni antitrust e ha riferito alla stampa che i presunti comportamenti anticompetitivi di Google non saranno dibattuti “in dettaglio”. “Siamo semplicemente desiderosi di scambiare i nostri punti di vista”, ha dichiarato Almunia.

Fonti vicine alla Commissione Ue affermano che i regolatori stanno concentrando la propria attenzione sulle tecniche con cui Google declassa alcuni siti web rivali nei risultati della ricerca, privilegiando invece i propri servizi, per esempio le sue offerte “verticali” come le mappe.

Google ha sempre sostenuto che fornire risposte più dettagliate nella parte alta dei risultati della ricerca aiuta gli utenti ad avere più informazioni più velocemente e ha negato di discriminare deliberamente i concorrenti.

Negli scorsi mesi, diverse aziende hanno presentato lamentele alla Commissione europea contro Google, affermando di essere state danneggiate dalle pratiche di business del colosso americano. Ma il regolatore Ue ha fatto capire ad alcune di queste aziende che i loro reclami potrebbero essere messi da parte perché l’attenzione si concentra su un’indagine più ad alto livello, con particolare preoccupazione per alcune aree considerate da “bollino rosso”.

Fondamentale perché la Commissione possa andare avanti con l’inchiesta su Google sarà il sostegno di Almunia - e di altri membri di alto profilo della Commissione, conclude il Ft: l'incontro di Eric Schmidt con il commissario spagnolo, anche se non incentrato sulle questionin antitrust, non può che apparire cruciale.

06 Dicembre 2011