Yahoo!, ora il rischio è la fuga dei cervelli

LA CRISI

Il futuro incerto del portale spinge decine di executive e ingegneri a esplorare nuove possibilità. Il management garantisce: "I nostri asset valgono, siamo impegnati sull'innovazione"

di Patrizia Licata
Tra i problemi di Yahoo ora c’è da calcolare anche la fuga dei cervelli. Almeno in parte. Mentre l’azienda perde quote nella ricerca e nella pubblicità online e il futuro si prospetta incerto, con la possibilità di un rilevamento parziale del private equity o addirittura totale dei partner Alibaba e Softbank, alcuni dei 14.000 dipendenti di Sunnyvale sono pronti a trovarsi un nuovo lavoro.

Sicuramente i top executive come il Ceo Tim Morse, il chief product officer Blake Irving e il capo della regione America Ross Levinsohn sono impegnati a riportare la Internet company alla crescita, ma molti altri nelle fila della società americana stanno considerando nuove opportunità di carriera, stando a una serie di interviste con dipendenti dell’azienda e “cacciatori di teste” della Silicon Valley sentiti dal Wall Street Journal.

La fuga di cervelli da Yahoo è acuita dal fatto che il mercato del lavoro nella Silicon Valley è tornato a muoversi. "Tutti i dipendenti di Yahoo che chiamiamo per sondare la disponibilità a cambiare azienda si dimostrano interessati”, sottolinea Ed Zschau, recruiter della Silicon Valley. E David Mathison, recruiter della società di headhunting Chadick Ellig, dice che ad agosto oltre venti dipendenti di Yahoo, tra cui alcuni vice president, si sono connessi con lui su LinkedIn segnalando il proprio interesse a discutere nuove opzioni.

Per Greg Cohn, ex top manager di Yahoo che a ottobre si è licenziato per fondare una propria società, Yahoo è ancora in grado di sfornare progetti interessanti, ma l’incertezza che circonda il futuro dell’azienda è “una distrazione per le persone che dovrebbero concentrarsi sulla messa a punto di nuovi prodotti”. Il cda dovrà essere più deciso nelle sue iniziative per trattenere i dipendenti perché “è difficile creare innovazione in un clima come quello che si respira oggi a Sunnyvale”.

Insomma, l’ex di Yahoo pensa che occorrono misure più aggressive di quelle che, in verità, il management dell’azienda ha già cercato di mettere in atto: per esempio, il co-fondatore di Yahoo David Filo si è incontrato con i dipendenti per delle sessioni di mentoring e per collaborare sui nuovi progetti, mentre il Ceo ad interim Morse ha assicurato agli impiegati che le società che si sono fatte avanti per comprare una quota di Yahoo attribuiscono grande valore alle attività dell’azienda. Anche i membri del cda si sono rivolti ai dipendenti in più occasioni sottolineando come Yahoo sia impegnata al massimo ad "accelerare l’innovazione" e a "riaccendere l’ispirazione” nei suoi collaboratori.

06 Dicembre 2011