Beauty contest, i partiti si appellano a Monti: "Si faccia marcia indietro"

FREQUENZE

Pd, Idv e Fli chiedono al governo di bloccare l'operazione di assegnazione delle frequenze Tv. Ma la commissione che si occupa del procedimento annuncia: "Stiamo andando avanti. Lo spettro potrebbe essere assegnato già la prossima settimana"

di Mario Sette
Dopo il varo della manovra Monti montano le proteste contro il beaty conest che dovrebbe assegnare a titolo gratuito le frequenze Tv e che – se messe a gara - potrebbero portare in cassa diversi miliardi di euro. Dal Pd all’Idv, passando per Sel e Fli fino alla Fnsi si chiede al nuovo governo di accantonare quanto deciso dal Garante per le Comunicazioni nel 2009 che aveva ritenuto legittimo che lo spettro venisse regalato agli editori - nuovi o vecchi, come Rai e Mediaset - che avessero alcuni requisiti.

Chiede di bloccare le frequenze tv gratis a "beneficio dell'indicizzazione delle pensioni che deve essere ripristinata anche a beneficio delle pensioni medio-basse e piccole abitazioni" Carmelo Briguglio, vicecapogruppo di Fli a Montecitorio: "Il governo Monti intervenga a bloccare questa operazione e predisponga un'asta regolare. La previsione dell'entrata vada a beneficio dell'indicizzazione delle pensioni che deve essere ripristinata anche a beneficio delle pensioni medio-basse e piccole abitazioni".

Dello stesso avviso è il deputato e capogruppo del Pd in commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta: "Alla luce dei salti mortali che si chiedono agli italiani con la Manovra appena varata dal Governo non sussistono più le ragioni, discutibili già allora, del precedente Governo che ha scelto di assegnare 25 nuovi canali televisivi digitali, senza asta pubblica, ai principali soggetti imprenditoriali del Paese". E che la questione debba essere affrontata in modo serio è convinto il ministro dell'Istruzione, Università e ricerca, Francesco Profumo: "Credo che su questo tema sia necessario sedersi. Il Paese ha bisogno di riprogettarsi. Questo è un tema complicato, bisogna farlo partire da dati oggettivi e credo che sui dati oggettivi si possa ragionare".

Antonio Di Pietro minaccia di non votare la manovra “se non sarà possibile introdurre nel provvedimento la vendita all'asta delle frequenze tv del digitale oltre a tagli consistenti alle spese militari, riducendo così la portata dell'intervento sulle pensioni".
Ma finora, come ha ammesso il ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera “il governo non ha ancora esaminato la possibilità di rivedere la gara sull'assegnazione delle frequenze televisive secondo lo schema del beauty contest”.

Intanto il beauty contest prosegue, come rivela uno dei componenti della commissione voluto dall’ex ministro Paolo Romani. Il giurista Vincenzo Franceschelli, che con il dirigente del ministero dello sviluppo Francesco Troisi e all'avvocato dello Stato in pensione Giorgio D'Amato dovrà assegnare i punteggi ai broadcaster, dice al Fatto Quotidiano che Passera non li ha contattati e che già lunedì prossimo la commissione potrebbe assegnare le frequenze senza chiedere il permesso a nessuno. "Nessuno mi ha informato del contrario – puntualizza Franceschelli - Ho un decreto di nomina e non mi è arrivata nessuna notizia di revoca. Non credo che il presidente D'Amato abbia avuto contatti con il ministro. Dopo la nomina di una commissione nessuno può influire sui suoi lavori". Per Passera è rimasto poco tempo. "Nel bando non c'è un termine per chiudere i lavori", spiega Franceschelli, "ma penso che prima di Natale chiuderemo".

07 Dicembre 2011