Berlusconi: "Asta frequenze? Andrebbe deserta"

BEAUTY CONTEST

L'ex presidente del Consiglio sull'ipotesi di trasformare il beauty contest in una gara a rilancio: "Temo che il problema siano i contenuti, più che il costo delle frequenze". L'ex ministro alle Comunicazioni, Gentiloni: "Il disinteresse dell'ex premier toglie ogni imbarazzo a chi voglia decidere uno stop all'operazione"

di M.S.
Si stringe il nodo intorno al beauty contest, la "passerella di bellezza" per l'assegnazione gratuita di sei multiplex agli operatori televisivi pianbificata dal precedente governo. Ma che, secondo alcune stime, potrebbe fruttare 16 miliardi se venisse trasformata in asta competitiva, come è stato fatto per quella Lte. Contribuendo dunque a fornire copertura per un eventuale innalzamento della soglia di esenzione sulla rima casa e aumentando il valore delle pensioni.

Pd e Idv, fin dal primo intervento in aula alla Camera, hanno chiesto di aumentare la tassa sui capitali regolarizzati nel passato con lo scudo fiscale. Ma, sempre con maggiore insistenza, si parla della possibilita' di mettere all'asta le frequenze per la tv digitale. Il leader Idv, Antonio Di Pietro, lo chiede con insistenza.

Il tema rischia di aprire un problema politico per il governo, che conta anche sull'appoggio del Pdl. Silvio Berlusconi mette le mani avanti, frena: "Temo che una gara sulle frequenze potrebbe essere disertata da molti - ha detto l'ex presidente del Consiglio parlando con i giornalisti a Marsiglia -. Temo che il problema siano i contenuti più che il costo delle frequenze visto che si è sviluppata cosi' tanta concorrenza e Sky ad esempio ha rinunciato ad una gara molto onerosa".


'Le dichiarazioni di Berlusconi rafforzano la proposta per azzerare il beauty contest con il quale il precedente governo intendeva regalare un bene pubblico prezioso come le frequenze tv'' ha detto il responsabile forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni.'Il disinteresse mostrato dall'ex-Presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset nei confronti di questo imminente regalo, addirittura presentato come un onere per chi debba fornire i contenuti televisivi da trasmettere, toglie ogni imbarazzo - sottolinea Gentiloni - a chi voglia decidere uno stop all'operazione'. 'Tra un regalo non gradito e un'asta che puo' far ricavare risorse importanti da questo bene pubblico mi pare ovvia la scelta piu' opportuna per il Governo' conclude il responsabile comunicazioni del Pd.
C'e' molta freddezza, io non ho un'opinione, ma temo che se ci fosse da fare una gara sulle frequenze potrebbe essere veramente disertata da molti'. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, prima di lasciare Marsiglia al termine del vertice Ppe.

Non so cosa rispondere - prosegue il Cavaliere parlando dell'ipotesi di vendere le frequenze - temo pero' che il problema siano i contenuti piu' che il costo delle frequenze visto che si e' sviluppata cosi' tanta concorrenza e Sky ad esempio ha rinunciato ad una gara molto onerosa'.

Il Cavaliere spiega di 'non aver affrontato il problema', ma insiste sulla 'rinuncia di un protagonista del mondo televisivo' a partecipare ad una gara: 'per quello che ne so io - sottolinea ancora - c'e' molta incertezza anche nell'azienda che fa capo a me ma di cui io non mi occupo'.

08 Dicembre 2011