Tv on demand, Cims: 'Di chi la responsabiltà editoriale?'

DIRETTIVA UE SERVIZI MEDIA AUDIOVISIVI

Entro l'estate sarà pronta già una bozza del decreto attuativo della Direttiva

“Quando si parla dei servizi non lineari si pone un problema, sul quale bisognerà ragionare e da approfondire, cioè la definizione di responsabilità editoriale". Questa una della criticità del recepimento della Direttiva Ue 2007/65/Ce "Servizi media audiovisivi" secondo Gabriella Cims, Responsabile Coordinamento dell'Osservatorio Ue che ha il compito di monitorare gli effetti della Comunitaria sull'industria italiana.  "Un conto è che il fornitore della piattaforma come è stato finora sia anche colui che sceglie e aggrega i contenuti in un certo modo, cioè ha una responsabilità diretta della scelta editoriale e quindi è anche colui che deve sottostare alle norme che ricadono sul responsabile editoriale, un conto è che Telecom, per dirne una, fa un accordo con una Major che gli fornisce la programmazione, sceglie i contenuti, fa un pakaging di offerta" - spiega la Cims al Corriere delle Comunicazioni.  "A questo punto si pone il problema di capire di chi sia in questo caso la responsabilità. Per ora non c’è ancora una linea di tendenza sulla scelta a riguardo, i tecnici del legislativo stanno preparando una griglia tecnica, cioè scevra da ogni decisione altra che non sia quella di sovrapporre il testo della direttiva, il testo unico e le delibere Agcom correlabili. Già questo è un compito non semplice”, conlcude Gabriella Cims.

Ma questa è solo una delle questioni sul tavolo per “riscrivere le regole dell'audiovisivo andando incontro all'innovazione tecnologica". Tutto ruota intorno al fatto che "il contenuto audiovisivo non va più soltanto sulla piattaforma della Tv tradizionale, ma su diverse piattaforme – spiega la Cims - dividiamo lo stesso contenuto su servizi lineari e non lineari”. 

Intanto la Responsabile dell'Osservatorio annuncia che "una bozza di decreto attuativo della Direttiva che dovrà entrare in vigore entro il 18 dicembre 2009 sarà pronta già entro l’estate".  Solo il primo passo istituzionale di una serie di incontri bilaterali già tenuti dall'Osservatorio voluto dal viceministro Romani perché il decreto sia "il più condiviso possibile", non utlimo il Seminario pubblico tenutosi a Roma lo scorso 30 giugno cui hanno partecipato i player dell'industria dell'audiovisivo. 

“Abbiamo in programma ancora altre audizioni tra cui quella con le associazioni per la tutela dei minori e quello per il punto riguardante la pirateria – anticipa la Cims. Questo perché il metodo scelto dal Governo è quello di coinvolgere nella stesura del testo finale tutti i soggetti interessati".

Full story sul n°14 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 20 lugllio

06 Luglio 2009