SENTIERI DEL VIDEO. Tv, quei patetici cavi da età della pietra

SENTIERI DEL VIDEO

Se paragonata a smartphone e tablet la tv è ancora lontana dall’eccellenza

di Enrico Menduni, professore di Media e Comunicazione all’Università Roma Tre
Il tubo catodico è andato in pensione, sono arrivati gli schermi piatti, tutti sono passati - volenti o nolenti - al digitale terrestre. Dietro i televisori compaiono le prese Usb e le slot per le card, si discute se sono meglio quelli al plasma o Lcd (anzi, con la nuova tecnologia Led), la distanza abissale fra computer e televisore si è ridotta... insomma cosa si vuole di più? Se guardate bene, tuttavia, le interfacce vecchie, quelle che ci complicano la vita, sono ancora numerose.

Vediamo:
1.Registrare programmi è ancora troppo complicato. Gli Epg, Electronic Program Guide, associati ai decoder di pregio, restano oggetti misteriosi. I telecomandi che governano la programmazione sul televisore e la videoregistrazione richiedono almeno due lauree, una in ingegneria e l’altra in psichiatria.
2.Vorrei conservare indefinitamente quello che vedo. Naturalmente non penso a uno scaffale dell’Ikea pieno di Dvd fatti in casa. Se tengo tutto il mio archivio e data base in un cloud storage, a cui accedo da qualunque stanza d’albergo in viaggio, o nella casa al mare o seduto al bar, perché non potrei fare altrettanto con film, serie tv, e quella volta che mi hanno intervistato a Uno Mattina? Perché non esiste qualcosa di pratico che mi permette, premendo una specie di tasto “salva”, di mandare su un cloud un frammento della programmazione televisiva che sto guardando, e che mi interessa? Non sono tutti file digitali, adesso?
3.Il collegamento rete-computer-televisione è ancora fiacco come un pensionato dell’Inps. Cavetti, prese scart, coassiali, roba da antiquariato. No bluetooth, no wi-fi. Il lato B del televisore è ancora un intrico di patetici collegamenti. Teoricamente si può passare dal computer alla tv, esistono cose come Apple Tv e perfino Cubovision di Telecom Italia: l’oggetto con meno appeal di tutta la galassia e, se avete dei dubbi, guardate il surreale tutorial su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=2Ld2yXYaJ4Q.

Pensate ai vostri smartphone e tablet e concorderete che per la tv, digitale o non digitale, siamo ancora lontani dall’eccellenza. Le fabbriche di televisori a queste cose non pensano, basta annunciare lo strabiliante numero dei pixel. Ma che succede se entra nel mercato televisivo qualcuno che si occupi di interazione uomo-macchina con la qualità richiesta dall’informatica e dalla telefonia? Pensate ad Apple per esempio, che ha divorziato da Samsung, si è fidanzata con Sharp e sta lavorando a una nuova generazione di display IGZO, cioè fatti con indio, gallio e zinco. Glenville (un bel blog), ha fatto una simulazione di quello che potrebbe avvenire (http://www.gregoriopaolini.it/2011/11/la-tv-di-apple-se-arriva-scassa-tutto.html).
Insomma, il vero patto fra tv-smartphone-cinema- internet broadband deve essere ancora scritto.

12 Dicembre 2011