Frequenze, Di Pietro: "Beauty contest prezzo pagato a Berlusconi"

DIVIDENDO DIGITALE

Il leader dell'Idv: "Non ha senso non mettere a gara lo spettro tv". Intanto Publio Fiori (Rinascita popolare) annuncia un esposto alla Procura "per accertare il danno erariale" in caso di mancata vendita

di M.S.
Si inasprisce il fronte anti-beauty contest, l'operazione "passerella di bellezza" per l'assegnazione dei multiplex digitale alle emittenti tv. "Non ha alcun senso non mettere in gara le frequenze televisive, salvo che queste non siano il corrispettivo a Berlusconi per dimettersi e votare la fiducia" ha detto Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro specificando che il beauty contest è "il prezzo pagato per qualcosa che rischia di essere più di un inciucio. E' corruzione politica'. L'Idv presenterà un'interrogazione.

Intanto il presidente di Rinascita popolare, Publio Fiori, evoca "trasparenza, concorrenza, economicità, parità di trattamento, efficienza, tutela del mercato" per la cessione di beni pubblici da parte dello Stato "quali sono le frequenze televisive". Pertanto la norma che prevede la cessione gratuita di beni pubblici "è in violazione di norme e principi comunitari" e va "disapplicata facendo emergere il danno erariale il cui ammontare e' uguale alla somma che si sarebbe ricavata da una gara pubblica'. Tale danno - ha concluso Fiori - dovrà essere accertato dalla Corte dei Conti che, previa disapplicazione della legge nazionale, ne chiederà il ristoro ai funzionari pubblici (ministri, direttori generali, funzionari responsabili del procedimento,ecc.) che hanno partecipato alla decisione di dismissione gratuita. Per queste ragioni, stiamo predisponendo un esposto alla Procura della Corte dei Conti, al fine di far accertare l'entità del danno erariale e far contestare personalmente agli eventuali responsabili il conseguente risarcimento".

13 Dicembre 2011