Non decolla la pubblicità mobile. E Apple taglia le tariffe

MOBILE ADVERTISING

Svolta per il servizio iAd: nel tentativo di arginare la fuga di inserzionisti verso il sistema adMob di Google la Mela pronta a rivedere prezzi e ad allentare i controlli sul processo creativo

di Patrizia Licata
Apple sarebbe pronta a qualche compromesso per far finalmente decollare il suo servizio iAd per la pubblicità su smartphone e tablet. Con l’intensa concorrenza della rivale Google anche nel mobile advertising e la crescente difficoltà di attrarre clienti verso iAd, Apple avrebbe deciso di ammorbidire il proprio approccio: dopo aver chiesto agli inserzionisti di impegnarsi a spendere almeno 1 milione di dollari, è drasticamente scesa a 500.000 e ora sarebbe pronta a concedere un investimento minimo anche “solo” di 400.000 dollari, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal.

Lanciato a luglio dello scorso anno, e sostenuto in modo convinto dal Ceo di allora Steve Jobs, iAd è il servizio di Apple per vendere pubblicità all’interno delle applicazioni mobili su iPhone, iPad e iPod touch. La risposta del mercato è stata tuttavia tiepida: gli inserzionisti affermano che il prezzo minimo per accedere è troppo alto e in più che Apple esercita un controllo troppo severo sul processo creativo.

Il servizio concorrente Google AdMob, invece, ha prezzi più accessibili, dicono le agenzie della pubblicità, ed è disponibile anche su un’ampia gamma di device, mentre il servizio di Apple è solo, ovviamente, per i prodotti della Mela.

Apple ha capito però che non può permettersi di restare indietro nella corsa alla conquista di fette sempre più consistenti del mercato della pubblicità mobile ed è disposta a fare alcuni aggiustamenti. Non solo il tetto minimo di investimento scenderà a 400.000 dollari ma anche il modo di far pagare gli inserzionisti verrà semplificato. Invece di far pagare ogni volta che l’utente digita sulla pubblicità, Apple sarebbe disposta a mettere un limite a quanto può chiedere per i tap, rivela il Wsj.

Apple spera così di recuperare il terreno perduto a vantaggio di Google. L’anno scorso Apple era leader insieme a Big G sul mercato della pubblicità mobile, ciascuna con un 19% di share, secondo Idc, ma quest’anno la casa della Mela è scesa al terzo posto, dietro Google, saldamente in prima posizione, e alla società indipendente delle mobile ads Millennial Media.

15 Dicembre 2011