"Stop al beauty contest": da Femi e Altroconsumo diffida a Passera

FREQUENZE

Le due associazioni chiedono l'annullamento delle procedure per l'assegnazione dei multiplex e lanciano una raccolta di firme: "Operazione anticoncorrenziale e antieconomica"

di M.S.
Un sistema televisivo con più concorrenza, aperto e libero. È quanto chiedono la Femi (Federazione dei media digitali indipendenti) ed Altroconsumo con la diffida formale presentata al ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera perché disponga il ritiro del bando per l’assegnazione dei diritti d’uso delle nuove frequenze per la tv digitale terrestre (il cosiddetto “Beauty Contest”).

Nel testo della diffida, la Femi ed Altroconsumo - considerate le caratteristiche anticoncorrenziali ed antieconomiche della procedura “Beauty Contest” - diffidano il Ministro per lo Sviluppo Economico a disporre l’annullamento in autotutela, o la revoca, del bando e del disciplinare di gara, provvedendo alla sua riscrittura secondo criteri che assicurino un’effettiva apertura concorrenziale dei mercati e il buon andamento della pubblica amministrazione.

"Il bando - scrivono le due associazioni -, nato come risposta dello Stato italiano alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea per la mancanza di una effettiva concorrenza nel mercato televisivo - sacrifica in effetti i principi di concorrenza e pluralismo del mercato a favore dei principali player del settore: Rai, Mediaset e Telecom. Il meccanismo di assegnazione del “Beauty Contest”, che come noto non prevede oneri di tipo economico a carico del vincitore della gara, non appare tra l’altro la scelta più opportuna di fronte al drammatico stato di crisi in cui versa il Paese. In questo momento vi è più che mai bisogno di utilizzare in modo razionale ed efficiente le risorse disponibili, rappresentate in tal caso dalle frequenze, bene dell’intera comunità".

Una simile procedura non può garantire, secondo Femi e Altroconsumo, il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, anche alla luce del differente criterio adottato per l’assegnazione delle frequenze destinate ai sistemi mobili. In tal caso, infatti, l’AgCom ha preferito optare per un’asta al rialzo fra tutti gli operatori del settore garantendo allo Stato una somma pari a 3,7 miliardi di Euro dalla sola assegnazione del primo lotto, oltre un miliardo in più rispetto all’obiettivo minimo previsto.

“È inaccettabile – precisa Giampaolo Colletti, presidente della Femi - quanto si paventa sul tema del Beauty Contest. Ancora di più in questa particolare fase economica, le risorse strategiche rappresentate dalle frequenze della tv digitale terrestre sarebbero da assegnare in modo trasparente, attenendosi scrupolosamente agli elementari principi di concorrenza e pluralismo del mercato”.

“Se non verrà annullato il Beauty Contest – afferma il presidente di Altroconsumo Paolo Martinello - il rischio è che si porterà purtroppo a compimento il disegno risalente alla legge Gasparri a discapito della concorrenza e della pluralità dell’informazione. Altroconsumo già nel 2005, con un esposto inviato alla Commissione europea, aveva ottenuto l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia in seguito all’introduzione della legge Gasparri, che disciplinava il passaggio dal sistema televisivo analogico a quello digitale cristallizzando il duopolio televisivo nel nuovo contesto tecnologico e arrecando limitazioni ai diritti e agli interessi dei consumatori. Procedura di infrazione poi puntualmente avviata dalla Commissione e ancora non ritirata definitivamente”.

La diffida - predisposta dagli avvocati Guido Scorza, Carmelo Giurdanella, Elio Guarnaccia, Dario Reccia e Francesca Bilardo - è stata notificata anche alla Commissione Europea, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, all’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato ed all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici invitandole ad esercitare i poteri di controllo e di vigilanza di propria competenza.

15 Dicembre 2011