Amazon vs Netflix: la sfida è aperta

OLTRE IL GIARDINO

Amazon offre un servizio di archiviazione cloud ma Netflix può vantare l’accesso da un’ampia gamma di terminali. Chi vincerà?

di Augusto Preta, consulente strategico e ceo di IT Media Consulting

La crisi dell’homevideo fisico apre la strada a nuovi attori e ad ambiziosi progetti editoriali. Amazon, che ha acquisito lo scorso anno il principale servizio di video online in Europa, Lovefilm, si propone ormai come il più agguerrito rivale di Netflix. Oltre al tradizionale servizio “premium” ad abbonamento, Amazon Prime sta lanciando sul mercato Usa sia un’offerta destinata a competere con Netflix, via streaming in abbonamento, sia con iTunes nel download digitale, essendo l’unico a seguire entrambi gli approcci.

Tutto ciò può determinare reali vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti? Quando la base abbonati di Netflix e il suo catalogo erano limitati e ciascun abbonamento includeva sia il noleggio di dvd sia il video streaming, i due servizi si completavano a vicenda. Quindi, ad un solo prezzo, Netflix era in grado di soddisfare entrambe le modalità di consumo. Lo streaming digitale ha permesso di far crescere la base abbonati e, anche quando lo streaming è diventato più importante e i dvd un’opzione aggiuntiva, questi ultimi continuavano a rappresentare una base stabile di profitti per l’azienda. Una volta che i due modeli distributivi sono stati separati, Netflix ha subìto ricadute negative, dalle quali si sta faticosamente riprendendo.

Amazon intende trarre ispirazione dalla vicenda per evitare di ricadere negli stessi errori e cercare di fornire al consumatore la stessa user experience: fornire insieme sia un catalogo in streaming sia a richiesta per acquisto o noleggio come avveniva con i dvd di Netflix.
La principale differenza tra Amazon Prime e Netflix (o Hulu) è la forza dei contenuti nei cataloghi streaming. Tra Netflix e Amazon e in alcuni casi anche Hulu, vi sono molte sovrapposizioni, dovute a licenze non esclusive concesse dai titolari dei diritti per i contenuti meno recenti (library). Ma in genere i contenuti su cui Netflix o Hulu hanno l’esclusiva sono più forti del catalogo in streaming di Amazon Prime, che è fermo all’offerta di Netflix di qualche anno fa. Occorre dunque incrementare l’attuale catalogo con un’offerta premium a canone mensile, resa più attaente dalle maggiori opzioni di scelta rispetto ai rivali: streaming o download, noleggio o acquisto, Amazon Prime gratuito o Amazon Prime in abbonamento. Altro vantaggio, la maggiore flessibilità.

Con il servizio di archiviazione cloud di Amazon e gli acquisti di video on demand è possibile personalizzare il proprio catalogo e fruirne ovunque. All’opposto, il maggior elemento di debolezza rispetto a Netflix, è la compatibilità di quest’ultimo con un’ampia gamma di dispositivi. È stata la disponibilità di Netflix oltre che su pc, su console, Stb, smartphone e tablet, su dispositivi su cui non arrivano Amazon e Hulu (es. Nintendo Wii), a far schizzare gli abbonati nel 2010 e nella prima parte del 2011. È questo un ritardo che rischia di essere penalizzante e che Amazon dovrà cercare di risolvere quanto prima se vorrà davvero giocare un ruolo di primo piano nel settore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Aprile 2012

TAG: augusto preta, amazon, netflix

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