Così BSkyB cala l'asso Now Tv

OLTRE IL GIARDINO

Saturazione mercato pay, concorrenza degli Ott e indagini regolatorie dietro il prossimo lancio del servizio di Sky

di Augusto Preta, consulente strategico e ceo di IT Media Consulting

BSkyB, è da tempo il principale fornitore di premium film nel Regno Unito grazie agli accordi con i principali studios hollywoodiani per la distribuzione in “first-window” agli abbonati pay-tv su tv, online e piattaforme mobili. Di recente ha fatto significativi sforzi per rendere i contenuti di Sky Movies più accessibili ai propri abbonati, introducendo l’on demand tramite set-top box connessi a Internet e rilanciando il multiscreen come servizio a valore aggiunto offerto senza costi aggiuntivi.  
Ma la novità è che presto i contenuti di Sky Movies saranno accessibili anche ai non abbonati: Sky sta infatti preparando il lancio del servizio Now Tv, rivolto a chi non è ancora abbonato alla pay-tv, che distribuirà contenuti over the top tramite una serie di connected device.
Le ragioni che hanno indotto l’operatore satellitare ad introdurre un marchio non legato al Dth sono varie.
La prima è la saturazione del mercato della pay-tv: la crescita degli abbonati alle offerte satellitari negli ultimi tempi è rallentata e Sky ritiene che sia il momento giusto per andare al di là del proprio core business.


Altra motivazione: Sky Movies ha registrato risultati significativi ed  un aumento delle visualizzazioni sia in modalità on demand che lineare. Si tratta dunque di un servizio altamente remunerativo tanto da indurre la Competition Commission a verificare il suo potere di mercato. Sky Movies potrebbe dunque rivelarsi una vittima del proprio successo, per via delle possibili implicazioni regolatorie.
L’indagine preliminare della Competition Commission sui film offerti in pay-tv in Uk, conclusasi lo scorso agosto, ha infatti rilevato che il controllo di BSkyB sui diritti potrebbe falsare la concorrenza tra i fornitori di pay-tv e innalzare i prezzi per gli utenti riducendo scelta e innovazione. Il lancio di un nuovo servizio premium altamente flessibile per rendere accessibili i film di BSkyB - a disposizione di chiunque abbia una connessione a banda larga e con varie opzioni di pagamento - contribuirà a rafforzare la posizione dell’operatore contro le conclusioni della Commissione.
L’operatore si sente infine minacciato dai nuovi player Ott, come Netflix, Lovefilm (appartenente ad Amazon), Blinkbox (di proprietà di Tesco), i quali hanno le risorse per competere per i contratti di first-window con gli studios.


Nel posizionare Now Tv, BSkyB deve stabilire quale sarà il giusto modello di prezzo bilanciando la necessità di competere con i servizi low cost degli Ott (da £4,99 al mese di Lovefilm a £5,99 di Netflix) e, allo stesso tempo, evitare di cannibalizzare gli abbonamenti via satellite a Sky Movies il cui costo raggiunge £16. Dunque, sebbene l’operatore non abbia reso nota la propria strategia di pricing, si ritiene che manterrà comunque le sottoscrizioni a un prezzo più alto dei concorrenti Ott e al livello dei propri pacchetti via satellite e dell’offerta Ott di Sky Go.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 04 Giugno 2012

TAG: augusto preta, sky

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