L'Hadopi francese, ultima spiaggia per salvare l'industria discografica

LEGGE ANTI-PIRATERIA

Nel primo trimestre le vendite di album e singoli sono diminuite ancora del 17,8% a 229 milioni di euro

di Patrizia Licata
Riuscirà la nuova legge francese anti-pirateria sul web a salvare l’industria discografica dalla crisi delle vendite? Non secondo Giampiero Martinotti di Repubblica, per il quale la legge nasce già “vecchia”: il testo “si trascina da mesi, censurato prima dell’estate dal Consiglio costituzionale e oggi rivisto e corretto. Ma anche se la nuova legge entrerà in vigore, difficilmente riuscirà a salvare l’industria discografica dal naufragio. I dati del primo semestre del mercato francese dimostrano infatti l’impossibilità di bloccare l’emorragia in atto da anni: le vendite sono diminuite ancora del 17,8% a 229 milioni di euro, 50 in meno rispetto all’anno scorso. Crollano ancora una volta le vendite su supporti fisici (Cd, Dvd), in calo del 21%, ma il ‘download’ legale segna il passo: è salito di appena il 3,3%, ben lontano dall’incremento del 56% che era stato registrato tra gennaio e giugno 2008.

Le vendite di suonerie per i telefonini sono passate di moda e il loro valore è stato più che dimezzato, mentre va bene solo lo streaming, il cui modello economico resta fragile, visto che chi ascolta non paga e le uniche entrate sono quelle pubblicitarie”. Insomma: “La legge che crea un’Authority chiamata a punire i pirati, ai quali i giudici potranno tagliare l’abbonamento a Internet, sembra già un po’ vecchia rispetto alle evoluzioni tecnologiche”. Anche per questo il ministro della Cultura Frederic Mitterand ha voluto contemporaneamente una missione chiamata “Creazione e Internet” che dovrà rapidamente indicare delle ipotesi per sviluppare lo scaricamento legale e lo streaming in abbonamento. Come conclude Martinotti, “Dovrà insomma riuscire ad estrarre dal cappello quel magico coniglio che l’industria discografica cerca senza sosta (e senza alcun risultato concreto) da quando l’Mp3 e l’iPod hanno rivoluzionato l’ascolto della musica”.

15 Settembre 2009