I misteri del decoder unico e la piccola "breccia" di Comex

DIGITALE TERRESTRE

Il box è prodotto da  febbraio su autorizzazione di Nds e di Sky Italia e riceve tutti i programmi Sky più quelli non criptati su digitale terrestre e Tivù Sat

di Patrizia Licata
Dal digitale terrestre al satellite con un solo telecomando: l’Authority lo aveva chiesto già nel 2000 e torna a premere su questo tasto ancora oggi. Sul mercato, tuttavia, esiste una soluzione, unica breccia, parziale, “aperta nella muraglia che la tv satellitare ha posto a difesa del suo decoder proprietario”, come sottolinea Stefano Caviglia su Economy. “La guerra commerciale fra Rai e Sky, con la decisione dell’emittente pubblica di far ‘scendere’ dalla piattaforma della tv di Rupert Murdoch alcuni programmi, ha riportato in scena una vecchia conoscenza che sembrava dimenticata: il decoder unico”, leggiamo. Una delibera dell’Authority per le comunicazioni, oggi guidata da Corrado Calabrò, lo indicò nel 2000, “all’epoca della concorrenza spietata tra Stream e Telepiù, come soluzione per non costringere gli italiani a riempirsi la casa di decoder e telecomandi”.

Quella delibera però è rimasta lettera morta e “la situazione attuale non rispetta i diritti degli utenti e probabilmente neppure le condizioni previste dalla normativa”. Mentre l’Authority compie un passo in avanti (lunedì 14 settembre ha deciso di aprire un’istruttoria sul rispetto del contratto di servizio da parte della Rai e sulle iniziative utili all’adozione di un decoder unico per tv digitale e satellitare), Caviglia ricorda che il decoder universale “c’è già, anche se incompleto. Lo produce la Xdome (al 100% di Comex Spa) da febbraio su autorizzazione di Nds e di Sky Italia. Ne sono stati prodotti solo 15.000, di cui 7-8.000 in mano ai distributori”. Il costo è di 199 euro. “Vede” tutti i programmi Sky più quelli non criptati su digitale terrestre e Tivù Sat; per quelli criptati occorre inserire una Cam (conditioned access module), piccolo modulo metallico del costo di 49-59 euro. L’autorizzazione alla Comex è stata concessa infatti a patto che il suo decoder non contenga schede di altri operatori. Perché poi la Comex sia l’unico produttore autorizzato, conclude Caviglia, “non è chiaro”.

17 Settembre 2009