Europa 7 in standby: "Copertura troppo scarsa"

Frequenze

L'Ad Di Stefano: con la sola frequenza che ci è stata data non riusciamo a trasmettere in tutta Italia

di Patrizia Licata

Il danno e la beffa. Potrebbe riassumersi così la vicenda di Europa7: dopo l’occupazione abusiva (dal 1999) da parte di Rete4, il primo luglio ha finalmente ottenuto lo spazio per trasmettere in analogico (grazie al cambio di frequenze di RaiUno), eppure il canale, leggiamo sul Venerdì di Repubblica, ancora non si vede. “Invece delle tre frequenze che dovevamo avere, ne abbiamo ricevuta una”, dichiara l’amministratore unico, Francesco di Stefano.

“Al momento il segnale raggiunge dieci milioni di italiani in analogico e 20-25 milioni sul digitale. Restano fuori città come Torino, Bologna, Napoli e Palermo”. E quindi il canale rimane spento: “Non coprendo tutto il Paese, non avremmo pubblicità e falliremmo subito”. “Ma ad aver pagato caro la decisione del governo, che dice di aver risolto il caso Europa7”, sottolinea l’inserto del quotidiano romano, “sono anche i contribuenti. La Rai non fa sapere quanto sia costata la ricanalizzazione, ma dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro. Eppure doveva essere Rete4 a spostarsi (e a pagare): ‘Invece ha ottenuto spazio pure sul digitale terrestre, nonostante il Consiglio di Stato abbia detto che è abusiva anche lì’. Toccherà al Tar del Lazio decidere se Europa7 ha subito un torto o se dovrà accettare la frequenza unica”.

18 Settembre 2009