Obama, j'accuse ai blogger. "Essenziale il buon giornalismo"

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di Patrizia Licata
“Sono preoccupato che la direzione delle news sia la blogosfera: opinioni senza controllo sui dati, senza collocare le storie in un contesto, con persone che urlano una contro l’altra, prive di comprensione reciproca. Il buon giornalismo è essenziale alla salute della nostra democrazia e non condivido le nuove crescenti tendenze”: queste in sintesi le dichiarazioni rilasciate dal Presidente americano Barack Obama, intervistato da due giornali Usa (“Pittsburgh Post-Gazette” e “The Blade”) alla vigilia del summit G20 che si terrà a partire da giovedì in Pennsylvania.

A riferirlo è il corrispondente da New York de La Stampa, Maurizio Molinari. Obama si è detto un “appassionato” della carta stampata e proprio per aiutare i giornali, in crisi per il calo di vendite e pubblicità, il Presidente ha intenzione di “dedicare tempo e iniziative”, scrive Molinari, “per "affrontare la sfida" di consentire ai quotidiani tradizionali di continuare a offrire "integrità giornalistica, cronache basate sui fatti e indagini svolte con serietà" occupandosi del nodo di "chi paga per avere tutto questo".

Per quanto riguarda il web, invece, la sfida più importante – secondo il presidente – "è il rispetto dell’etica da parte dei nuovi media “. Dati alla mano, negli Usa sono 20 milioni i blogger, mentre negli ultimi due anni i giornali cartacei hanno perso quasi un quarto degli introiti pubblicitari e un giornalista su cinque è stato licenziato. Colpito dalla decisione di due testate americane, il “Rocky Mountain News” e il “Seattle-Post”, di cessare la pubblicazione su carta passando a quella esclusivamente online, Obama ha promesso di “guardare a fondo” i testi delle proposte di legge presentate al Congresso, “che ipotizzano l’elargizione di aiuti pubblici ai gruppi editoriali più colpiti dalla crisi, sul modello di quanto fatto dal governo in soccorso delle banche”.

Obama si riferisce al “Newspaper revitalization act” redatto dal Senatore Democratico Ben Cardin, che suggerisce di assegnare ai giornali in difficoltà agevolazioni fiscali. E anche se il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, si è affrettato a precisare che il governo non sa ancora come possa intervenire in materia, “il passo compiuto da Obama lascia intendere che ha già assegnato ai propri consiglieri il compito di verificare quali siano le opzioni disponibili per scongiurare il possibile crack dei maggiori quotidiani”, scrive Molinari.

“Sul fronte del web il presidente è invece più esplicito nel far capire che vuole intervenire”, perché i blogger spesso pubblicano notizie senza le necessarie “verifiche” o “fact-checking”. Il duro commento del Presidente nasce in reazione a quanto sta avvenendo sui blog americani, dove si discute della riforma della sanità voluta da Obama e si lanciano accuse che la Casa Bianca ritiene “non aderenti alla realtà”, come la volontà di celare dentro la nuova legge, spiega Molinari, “cavilli per consentire il finanziamento pubblico degli aborti o l’assegnazione di polizze sanitarie pubbliche agli immigrati illegali”.

22 Settembre 2009