Disney, più digitale con l'acquisizione della Lucasfilm

STRATEGIE

Il take over da 4 miliardi di dollari prelude a una svolta nella strategia finora "analogica" della casa del Topo. "Guerre stellari" prenderà la strada del bit?

di M.S.

L'acquisizione (per 4 mld di dollari) da parte di Disney della Lucasfilm, la casa cinematografica fondata da George Lucas nel 1971 - produttrice tra l'altro delle varie edizioni di "Guerre Stellari", di "Indiana Jones" e di "American Graffiti" - spingerà, secondo gli osservatori, il business digitale della "casa del Topo".

Dall’unione dei due colossi nascerà un gruppo del quale faranno parte anche Marvel Entertainment e Pixar Animation Studio, le altre due importanti acquisizioni dell’era dell’amministratore delegato di Disney Robert Iger. Il matrimonio, dice Disney in una nota, unisce "due marchi di intrattenimento familiare molto compatibili". L’acquisizione sarà effettuata per metà in contanti e per metà in titoli. L’attuale co-presidente di Lucasfilm, Kathleen Kennedy, sarà il presidente di Lucasfilm ma anche il manager del brand "Guerre Stellari". 

La Lucas Film, ha detto il ceo Disney Bob Iger, "è una fonte di contenuti brandizzati e di alta qualità, con un enorme appeal in tutto il mondo, che avvantaggerà tutte le business unit Disney e farà da catalizzatore per nuovi business model, incluse le piattaforme digitali".

Ora che i contenuti Lucasfilm avranno a disposizione le risorse e i finanziamenti Disney, si attende una nuova stagione mediatica per la schiera di libri, fumetti, videogame generati dalla premiata ditta Lucas. Un oceano di contenuti che potranno trovare la strada non solo di nuovi programmi Tv ma anche di mobile e social game, settore finora largamente sottoutilizzato, secondo i parametri Disney, e trasformarsi così in inedite fonti di revenue per il business digitale della Disney la cui strategia, fino a oggi, si è concentrata sul preservare il proprio biz model che sul virare verso la piazza digitale. Disney è l'unica grande major che non utilizza il formato Ultraviolet per il video digitale e tuttora non cede la licenza per i servizi streaming di Netflix. Lucasfilm produce un'enorme quantità di contenuti grazie alle nuove evoluzioni di Star Wars, ma - fa notare Tom Cheredar su VentureBeat - è in grado di monetizzarne solo una piccola parte (su larga scala) attraverso videogiochi, fumetti e romanzi. Disney al contrario ha a disposizione le risorse non solo per incrementare la produzione di contenuti, ma anche per massimizzare la quantità di revenue generate dalla creazione di giochi social e mobile: nel momento in cui le nuove storie Star Wars vengono distribuite in spettacoli televisivi e cartoni, potrà raccogliere i vantaggi di maggiori ricavi dalle vendite digitali e dalle licenze per l'on demand, incrementando la forza dei suoi canali online via cavo.

(nella foto disegno di Francesco Francavilla)

©RIPRODUZIONE RISERVATA 31 Ottobre 2012

TAG: disney, lucasfilm, george lucas, netflix, ultraviolet, guerre stellari, indiana jones, american graffiti, marvel entertainment, pixar, robert iger, kathleen kennedy

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