Primarie centrosinistra, Garante privacy: no a diffusione dati online

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L’Autorità ribadisce l’orientamento finale del Comitato dei garanti delle primarie: “Impossibile pubblicare su Internet informazioni personali sugli elettori”. Erano stati i sostenitori di Matteo Renzi a segnalare per primi il rischio privacy

di Luciana Maci

Il Garante della Privacy ha confermato che non è possibile diffondere online i dati personali degli elettori delle primarie del Pd, come peraltro lo stesso Comitato della coalizione "Italia Bene Comune" (Pd-Sel-Psi) aveva escluso, ma ha chiesto di fissare “modalità di conoscibilità dei dati”.

Il caso è nato da una segnalazione presentata giorni fa all’Authority presieduta da Antonello Soro dal Comitato per la candidatura di Matteo Renzi  e da privati cittadini interessati a prendere parte alle primarie del centro sinistra previste per il prossimo 25 dicembre.

Il Comitato a sostegno del sindaco di Firenze aveva sollevato dubbi sul rispetto della privacy dei cittadini interessati a partecipare alla consultazione, che deve designare il candidato premier della coalizione composta da Pd, Sel e Psi. Gli elettori devono infatti firmare l'appello “Italia Bene Comune” e iscriversi poi a un registro pubblico. Dopo questa segnalazione, il Comitato dei garanti delle primarie aveva precisato che non intendeva diffondere online il registro degli elettori.

Il Garante della privacy non ha fatto dunque che ribadire la validità di questo ultimo pronunciamento.

Riepilogando l’intera vicenda il Garante ha diffuso oggi una nota in cui ricorda che le segnalazioni sollevate dai sostenitori di Renzi e altri privati cittadini “avevano sollevato profili di criticità riguardo alla possibile diffusione delle informazioni concernenti i partecipanti alle elezioni, in particolare relativamente all'eventuale diffusione dei nominativi dei sottoscrittori del 'pubblico appello' e degli iscritti all' 'albo degli elettori' e al rilascio del consenso informato in occasione della raccolta dei dati”.

L’Authority, prosegue la nota, ha formulato le proprie valutazioni “riguardo ai soli profili di protezione dati con l'esclusione di qualsiasi considerazione di merito sulle disposizioni regolamentari adottate che esulano dalla sua competenza, tenuto conto dell'autonomia organizzativa propria delle associazioni politiche”.

La sottoscrizione del 'pubblico appello' e l'iscrizione nell' 'albo degli elettori' comportano - ha osservato il Garante - un “trattamento di dati personali di natura sensibile, in quanto idonei a rivelare le opinioni politiche o l'adesione a partiti, associazioni o organizzazioni a carattere politico. Tenuto conto che il Comitato della Coalizione 'Italia Bene Comune' ha escluso la diffusione, anche online, dei dati personali forniti in occasione della sottoscrizione del 'pubblico appello', l'Autorità ha previsto che il Comitato fissi comunque modalità di conoscibilità dei dati che non diano luogo a quelle forme di diffusione che lo stesso Comitato ha inteso escludere”.

Quanto all''albo degli elettori' il Garante ha preso atto che “verrà utilizzato esclusivamente a fini delle verifiche legate alle operazioni di voto”.

Soddisfatti i sostenitori di Renzi, che dicono di aver vinto la loro battaglia. Ma il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, per bocca della sua portavoce Alessandra Moretti, si è dichiarato “stupito di questo entusiasmo” perché “il Garante della Privacy che non ha fatto altro che confermare l'impostazione già prevista dai garanti delle primarie”.

E' infine confermato che, come gia' previsto dal Collegio dei garanti nei giorni scorsi, sarà possibile la preregistrazione online per il voto delle primarie: gli elettori potranno stampare un certificato sul web e presentarsi con il foglio direttamente al seggio elettorale per il voto. Per loro ci sarà una corsia preferenziale: un banco dedicato per saltare la coda e dove versare i due euro necessari prima di votare. I dati della preregistrazione online non saranno comunque resi pubblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 31 Ottobre 2012

TAG: Garante della Privacy, Antonello Soro, Matteo Renzi, Authority, Pierluigi Bersani, Alessandra Moretti

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