Netflix-Disney: chi rischia di più?

OLTRE IL GIARDINO

L’accordo è una mossa cruciale per la società di streaming on demand che può aggredire la prima finestra di pay Tv

di Augusto Preta, consulente strategico e ceo di IT Media Consulting

Netflix ha sferrato un bel colpo a quanti non credevano potesse competere con la pay Tv sui contenuti più pregiati, annunciando un importante accordo con Disney sui film premium, e rimpiazzando il cablo operatore Starz: i nuovi titoli di Disney, Pixar, Marvel e altri saranno messi a disposizione di Netflix nella prima finestra pay Tv. Nell’accordo sono inclusi i film di catalogo e le uscite dirette come home video.


È un accordo importante per entrambe le parti, ma prevedibilmente è più un azzardo per Netflix che per Disney. Disney ha sviluppato in questi ultimi anni la fama di studio con un approccio sperimentale e pragmatico, quando si tratta di digitale e schermi secondari. L’accordo con Netflix è un classico esempio di attendismo, per capire in che direzione andranno i soldi - una strategia ragionevole, considerata l’incertezza dei mercati.
L’altra ragione per cui Disney ha concluso l’accordo con Netflix è che quest’ultimo era disposto a firmare l’assegno più ricco. E questo è anche il motivo per cui la scommessa è più alta per Netflix. In parole povere, questo non è il momento migliore per spendere grandi cifre su contenuti di alto profilo. Nei trimestri scorsi, l’azienda ha sacrificato la redditività per finanziare l’espansione in Europa e Sud America, e per buona parte del 2012 è stata punita da mercati e investitori per quella che è stata percepita come una performance finanziaria fiacca.


Naturalmente l’accordo con Disney non è di quelli che possano placare Wall Street, ma è una mossa cruciale per Netflix, che deve assolutamente entrare nella prima finestra pay Tv. Il fatto che sia presente in meno del 20% delle abitazioni americane dimostra che c’è ancora una gran parte del mercato da soddisfare, ma per fare questo occorrono nuovi contenuti. L’esperienza di Netflix nel Regno Unito è illuminante. Qui sono due i fattori che spingono la crescita degli abbonati. Uno è il basso prezzo del servizio, l’altro sono i contenuti esclusivi. In Uk, sembra che l’interesse sia stato trainato da un paio di serie di culto, le cui stagioni più recenti non hanno trovato posto in tv. I nuovi episodi di Arrested Development, commissionate in esclusiva per Netflix, avranno lo stesso impatto.


Il vero sconfitto è Starz. Per molto tempo Netflix è stato in debito con Starz per alcuni dei suoi migliori contenuti premium, compresi quelli Disney. Dopo la scadenza dell’accordo tra le due aziende, si sono sprecate le profezie nefaste su come Netflix sarebbe potuto sopravvivere senza i suoi contenuti migliori. Invece ce l’ha fatta, e l’ironia è che Disney ha tagliato fuori l’intermediario per accordarsi direttamente con Netfix. Il dibattito Netflix contro Pay Tv è spesso stato malposto. La minaccia più grande che Netflix rappresenta rispetto alla pay Tv è che sta diventando esso stesso una pay Tv, che finanzia i suoi contenuti e batte altri operatori sulle produzioni commissionate. Aspettiamoci altri scontri come questo in futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 21 Gennaio 2013

TAG: netflix, disney, augusto preta

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