Mercato tv sempre più digitale In campo gli operatori asiatici

CANNES

di Patrizia Licata

Gli operatori del mercato televisivo di tutto il mondo si danno appuntamento per cinque giorni a Cannes per il Mipcom, il mercato internazionale della televisione, “il luogo dove si vendono serie televisive vecchie e nuove, dove si firmano contratti e si immaginano nuovi prodotti, dove i format si propagano in tutto il mondo”, scrive Ernesto Assante su Affari e finanza, supplemento del lunedì di Repubblica. Affluenza ridotta a causa della crisi? Niente affatto: il mercato, nota Assante, “è ancora vivacissimo per i quattromila ‘buyers’ che saranno in Francia per contendersi i diritti delle trasmissioni di punta della prossima stagione”. Ma almeno la recessione globale eviterà di spingere troppo in alto i prezzi, “anche quelli dei sei ‘pesi massimi’ della produzione televisiva americana, Warner, Disney, Fox, Cbs, Universal e Sony, che insieme lo scorso anno hanno raccolto più di otto miliardi di dollari vendendo i loro prodotti alle televisioni al di fuori dei confini americani”.

Soldi ne girano meno tra i broadcaster tradizionali (i principali acquirenti dei prodotti tv americani), nota Assante, ma gli operatori non sembrano molto preoccupati: “L’intrattenimento casalingo è un genere di consumo in tempo di crisi”, sottolinea Michael Eisner, ex Ceo della Disney e ora produttore indipendente per web e tv. “Il business ha retto nonostante il crollo della pubblicità in tutto il mondo”, aggiunge il presidente della Cbs studios international tv, Armando Nunez. “I prezzi soffrono ma i programmi top hanno ancora dei ‘licence fee’ molto forti”.

Anche i produttori europei sono in prima fila al Mipcom, a partire da Endemol, “che annuncerà a Cannes la nascita di Endemol worldwide distribution, passo deciso della società di produzione olandese nella distribuzione internazionale”, nota Assante. Non mancano gli italiani Raitrade e Mediaset e quelli di Sky, sia per vendere che per acquistare nuovi prodotti. “Nel 2008 il mercato televisivo in Europa è cresciuto complessivamente dello 0,9% rispetto al +4,7% nel 2007, raggiungendo un valore di 89 miliardi di euro”, riporta Assante. “Le risorse pubblicitarie hanno raggiunto 35,9 miliardi , facendo registrare per la prima volta un calo dopo due decenni di crescita, con una diminuzione del 4,3%. Tutti scommettono sulle novità tecnologiche, sull’allargamento del mercato del satellite e soprattutto sullo ‘switch’ in corso verso la tv digitale, che in Europa è arrivata quasi in due terzi delle abitazioni, oltre 100 milioni di case, 18,6 milioni in più in un solo anno”.

Sono moltissimi i nuovi player che approdano sul nuovo mercato televisivo digitale e molte offerte del Mipcom si rivolgeranno proprio a loro. Ma a Cannes le proposte non arriveranno solo dai tradizionali operatori tv americani e europei: esiste “una foltissima rappresentanza asiatica” che ormai non vuole più solo comprare ma anche vendere, offrendo al pubblico europeo “quell’ ‘asian touch’ che potrebbe fare la differenza nella programmazione del prossimo anno televisivo”.
 

05 Ottobre 2009