La7-Cairo, Bernabè: "Auspico conclusione trattativa in due settimane"

LA CESSIONE

Il presidente esecutivo di Telecom Italia commenta la decisione del cda, che ha optato per una negoziazione in esclusiva con l'editore: "Pluralismo assicurato". Ma scoppiano le polemiche politiche sui presunti legami con Mediaset. Bersani: "Verificare possibili conflitti di interesse". Berlusconi: "Avvertimento mafioso"

di Paolo Anastasio

Cessione di La7 al rush finale. Il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, "auspica" di concludere la trattativa in esclusiva con Urbano Cairo per la cessione di La7 "entro un paio di settimane". Così Franco Bernabè, oggi a Bruxelles in visita al presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso. Bernabè ha detto che l'offerta di Cairo "è la migliore" e per questo è stata scelta. "Sia con il fondo Clessidra che con Cairo i contatti erano arrivati a un punto molto avanzato anche sugli aspetti contrattuali, ora bisogna definire le ultime condizioni e chiudere rapidamente perché si tratta di un settore in cui non ci può essere incertezza vista la delicatezza della gestione".

Per quanto concerne il pluralismo de La7, Bernabè non vede problemi. "Credo che sia assicurato da Cairo, un editore puro che ha scommesso su un progetto molto ambizioso". Inoltre l'ad rileva che Cairo ha a disposizione "uno strumento importante quale è una concessionaria di pubblicita'". Il presidente esecutivo di Telecom Italia ritiene che linea editoriale e indipendenza saranno assicurate tenendo conto che questi fattori sono stati un elemento di successo della tv.

Sul fronte della politica, in pieno clima pre elettorale, botta e risposta fra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi. Pomo della discordia l'ipotesi dei legami tra Cairo, ex collaboratore di Berlusconi, e Mediaset. "Non so se ci sono legami fra Cairo e Mediaset – dice Bersani - ma ci sono autorità preposte" a verificare l'esistenza di conflitti di interesse o abusi di posizione dominante e chi è al governo è chiamato ad attivarle perché "chi governa è amico di tutti e parente di nessuno".

Bersani ha aggiunto che "Siccome siamo in una settimana cruciale, tendo a ragionare come se fossi al Governo – ha detto -  quindi devo preoccuparmi prima che le decisioni avvengano in assenza di conflitti di interesse, senza costruire posizioni dominanti e che ci sia una traiettoria industriale".

Pronta la replica di Berlusconi, che attacca frontalmente Bersani: "Su La7 ha fatto un avvertimento mafioso. Ha detto: 'Aspettate a vendere perché se saremo al governo interverremo a fare non so cosa a Mediaset per cui La7 varrà di più'. E' una situazione da denunciare". E ancora: "Non ho rapporti con Urbano Cairo – puntualizza il leader del Pdl -  è stato un mio assistente molto bravo, poi imprenditore e editore in proprio ed è da diverso tempo che non lo sento nemmeno al telefono”. In ogni caso, secondo Berlusconi l'acquisto di La7 in questa fase non è un affare perché "non ci sono affari nel settore dell'editoria" a fronte della "caduta verticale della pubblicità".

A stretto giro la controreplica di Bersani a Berlusconi: “Non si può dire niente che subito si offende – ha detto il segretario del Pd - Le regole gli fanno venire l'orticaria”. Bersani sottolinea di “non avere neanche nominato Berlusconi e La7. Ho parlato di regole che riguardano eventuali conflitti di interesse e posizioni dominanti e che quindi il governo e le Authority devono avere gli strumenti per vedere che ogni operazione sia a posto su questi due criteri”.

Intanto, duro intervento del Cdr de La7: "Sulla vendita de La7 si è consumata una partita tutta politica che non ha a che vedere con il debito di Telecom, ma che si è svolta su un asset strategico dal punto di vista politico più che industriale. Una partita che c'era fretta di chiudere prima delle elezioni". Lo ha detto Stefano Ferrante del Cdr di La7, questa mattina ai microfoni di Radio Città Futura.
Per Ferrante con la separazione dalle frequenze di La7, che restano a Telecom, e con il distacco da Mtv "vengono recisi dei legami industriali, strutturali e commerciali che facevano sì che La7 potesse essere un'alternativa reale al duopolio. Così La7 diventa un vagone di un treno che viene staccato e affidato al suo concessionario pubblicitario che aveva già un contratto vantaggiosissimo e in questo caso diventerebbe lui stesso editore".

Infine, Cairo Communication in una nota rende noti i suoi piani futuri. Una volta finalizzata l'acquisizione, l'obiettivo è un progetto editoriale puro che miri a preservare e valorizzare l'alto livello di qualità editoriale attuale de La7 ottenuto anche grazie alle sue professionalità migliori e più note. Lo riferisce il gruppo in una nota, l'indomani del Cda di Telecom che ha formalizzato la trattativa per la cessione della rete. A questo, Cairo coniugherà "un più attento contenimento dei costi ed una auspicabile positiva gestione".

Nella nota, il gruppo ribadisce la sua "soddisfazione per le decisioni assunte dai Cda di Telecom Italia e TI Media nel rispetto delle procedure e dei tempi". E riporta "in sintesi" quanto affermato dal presidente Urbano Cairo: "Sono stati - ha detto Cairo - sette mesi intensi di attività, dall'apertura della data room fino all'offerta e ci stiamo impegnando, da subito, per finalizzare la conclusione dei negoziati che Telecom Italia ci ha concesso in esclusiva".

Il Gruppo Cairo Communication, in questa operazione è assistito da Bonelli Erede Pappalardo in qualità di advisor legale, da Lazard come advisor finanziario e Barabino & Partners come advisor di comunicazione.


 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Febbraio 2013

TAG: franco bernabè, telecom italia, la7, telecom italia media, ti media, pier luigi bersani, silvio berlusconi, mtv, mediaset, Stefano Ferrante

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