La nuova tv sarà "ibrida". I broadcaster non vinceranno

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La prossima evoluzione della tv sarà una fusione tra Internet e broadcasting tradizionale. A preannunciarlo è un sondaggio di Global Media Consult

di Patrizia Licata
La prossima evoluzione della tv e dei suoi contenuti? A tracciarla ci ha pensato il sondaggio condotto da Global Media Consult sentendo 280 esperti dei media di oltre 20 Paesi. La società di ricerche prevede un profondo cambiamento sul mercato dei contenuti nei prossimi cinque anni e la fine del predominio dei tradizionali provider broadcast. Un trend emergerà chiaramente e si chiama “tv ibrida”, una fusione tra broadcast e broadband: arriveranno sul mercato device (e nasceranno modelli di business) che combinano la trasmissione lineare con la trasmissione dei contenuti su banda larga basata su Internet. Global Media Consult prevede infatti una forte crescita dei contenuti e dei nuovi servizi basati su Ip, ma i driver dell’innovazione non saranno i classici operatori della tv, gratuita o a pagamento, bensì le telco, i provider di Iptv, i produttori di elettronica di consumo come Philips, Samsung or Panasonic e i fornitori integrati di hardware, servizi e applicazioni come Apple, Nintendo, Microsoft o Sony.

A guidare il cambiamento c’è anche un nuovo atteggiamento dell’audience: secondo il 75% degli esperti intervistati, il pubblico diventerà sempre più selettivo e vorrà in misura crescente contenuti specializzati, non solo fiction, ma anche sport, notizie, viaggi, gossip, musica, documentari. Importante il peso che assumerà anche lo user-generated content e l’arrivo sul mercato della Net generation, i giovani nati e cresciuti con Internet e videogames.

Resta un punto interrogativo la disponibilità del pubblico a pagare per i nuovi servizi: il 60% degli esperti sentiti da Global Media Consult prevede scarso potenziale di crescita per il modello tradizionale della pay-tv, in cui si paga un abbonamento mensile per un bouquet di programmi. Il futuro potrebbe essere invece dei micro-pagamenti e di formule individuali completate da advertising personalizzato. Ma se lo scenario mostra una forte evoluzione dal punto di vista dei modelli di business, dei format e delle richieste dei consumatori, non cambiano le nazioni leader nella produzione di contenuti: ancora per i prossimi cinque anni resteranno gli Usa, la Gran Bretagna e l’India, in questo ordine.

09 Ottobre 2009