Ifpi, streaming al decollo

REPORT 2013

Il digitale traina l'industria musicale e mette a segno il 35% del fatturato globale. Il business delle webradio nel 2012 raggiunge quota 1,2 miliardi di dollari

di Patrizia Licata

Tutte le cifre e le statistiche dell’industria discografica mondiale si possono trovare nel nuovo report dell’Ifpi “Recording Industry in Numbers 2013”: un quadro onnicomprensivo dei trend di un business che l’avvento del digitale ha profondamente trasformato, ma non solo - la grande novità degli ultimi anni è il peso assunto dai paesi emergenti che, insieme ai servizi online in abbonamento, stanno trainando la ripresa dell’industria della musica.

Tra i dati che emergono dal report spicca infatti la crescita, pur se timida, delle vendite di musica: +0,2% nel 2012, un dato che vale più di quanto sembra perché per la prima volta dal 1999 le revenues sono precedute dal segno positivo. Tranne il canale fisico (le vendite dei Cd non riprendono), tutte le fonti di fatturato seguite dall’Ifpi (digitale, diritti di riproduzione su radio e tv e di utilizzo in pubblicità e film) sono in espansione nel 2012. L’industria della musica risulta in crescita in 22 dei 49 mercati studiati, tra cui nove dei primi 20 mercati.

In questa top 20, gli Stati Uniti restano leader: sono il mercato musicale più grande del mondo, ma il successo delle vendite digitali fa sì che la Svezia sia cresciuta fino a diventare il 12mo maggior mercato musicale globale.

I canali digitali rappresentano il 35% dell’intero fatturato dell’industria, e i download sono la voce principale delle revenues digitali, in crescita dell'11% nel 2012 rispetto al 2011.

Mentre si restringe la quota delle vendite su supporto fisico sul totale delle entrate delle case discografiche (il 57% nel 2012), non si ferma l'espansione dei servizi di musica online: gli abbonamenti e le entrate pubblicitarie dei siti di streaming musicale rappresentano il 20% delle revenues digitali globali, contro il 14% del 2011 (e la cifra arriva in Europa al 31% del totale delle revenues digitali).

Quanto ai mercati emergenti, Brasile, India e Messico sono cresciuti rispettivamente del 24%, 42% e 17% dal 2008. L’America Latina è la regione che nel 2012 è cresciuta di più in termini di entrate dell’industria musicale.

Una piccola nota. In un’industria in cui i Cd perdono terreno rispetto ai download e allo streaming, torna invece l’attrazione degli appassionati di musica per i vinili: le vendite di “dischi” hanno toccato l’anno scorso il punto più alto dal 1997. 


©RIPRODUZIONE RISERVATA 08 Aprile 2013

TAG: Ifpi, Cd, Stati Uniti, Svezia, Europa, Brasile, India, Messico, America Latina

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