Net neutrality, guerra aperta negli Usa. I provider contro la Fcc

INTERNET

Gli operatori si oppongono al blocco di applicazioni come Voip e peer-to-peer previsto dalle nuove regole. Ma Facebook e Google plaudono al lavoro dell'Autorità: "Una rete libera alimenta una sana competizione"

di Matteo Buffolo
Un autostrada senza caselli o una rete di proprietà di qualcuno che può fare il bello e il cattivo tempo? È attorno a questo, alle neutralità della rete internet, che si stanno schierando le forze in campo dopo che la Fcc, la Federal communication commission, ha iniziato a scoprire le carte sulle nuove regolamentazioni che dovrebbero proteggere la net-neutrality.
Prima sono scesi in campo i provider, preoccupati che l’amministrazione Obama (che pure ne aveva parlato lungamente in campagna elettorale) si possa intromettere nella regolamentazione delle loro reti, obbligandoli a rinunciare a certe politiche, come il blocco di alcune applicazioni (peer-to-peer per le reti fisse, voip per quelle mobili, come nel caso di Google Voice e gli iPhone di AT&T) o magari il dare la possibilità a certi clienti di avere una “corsia privilegiata” a discapito degli altri.

Dall’altro lato si sono invece schierati tutti i fornitori di servizi web: oltre ai soliti Google e Amazon, da sempre in prima fila per questa battaglia, si sono aggiunti anche i due social network più noti del momento, Facebook e Twitter. Assieme ad altri 20 amministratori delegati, i Ceo di queste 4 aziende hanno scritto una lettera alla Fcc, ricordando che “ un internet aperto alimenta una competizione sana ed efficiente, dove l’ultima parola su che prodotti funzionano e quali invece falliscono spetta ai consumatori. Questo, permette a business di tutte le dimensioni, dai più piccoli alle multinazionali, di competere”.
Una posizione decisa, contro cui però aziende di cavi e telefoniche non hanno abbassato le armi, cercando una sponda politica. Che è arrivata, inaspettatamente dai Democratici. Il partito di Barack Obama, che pure della net-neutrality è un paladino, ha scritto alla Commissione, chiedendo una regolamentazione meno stringente. Ma la partita è ancora all’inizio.

19 Ottobre 2009