Chiavetta Sky, terremoto Rai. Masi invoca controllo regole

TELEVISIONE

Il direttore generale di viale Mazzini: "L'iniziativa potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Authority di garanzia". Nieri (Mediaset): "Solo una trovata per pochi"


Terremoto Rai dopo l’annuncio della “chiavetta magica” di Sky. Il direttore Mauro Masi commenta che si tratta di puro marketing, ma minaccia aprofondimenti legali e regolamentari. Mentre il presidente della commissione di vigilanza Sergio Zavoli convoca Masi nella seduta di domani e mette sul tavolo la “assai grave” questione del bilancio e del canone. E Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset, spiega che la chiavetta in realtà “non offre niente di nuovo”.

Un passo indietro. Ieri Sky ha annunciato che da dicembre fornirà ai suoi abbonati una chiavetta (Digital Key) con la quale accedere alla visione dei programmi gratuiti del digitale terrestre. Un’operazione che aggira la rescissione del contratto da parte della Rai per la diffusione dei suoi programmi via satellite e rilancia, grazie anche a un abbassamento di prezzi e a un pacchetto per l’acquisto agevolato ditelevisori inalta definizione, l’offerta di Sky nel mercato televisivo italiano che sta in tutta fretta migrando sul digitale terrestre.

Le reazioni, previste (e pregustate) dagli uffici di Sky, sono arrivate puntuali. Il primo effetto è la convocazione in commissione di vigilanza, domani, del direttore generale della Rai, Mauro Masi, sul problema del decoder unico. Lo ha deciso “all'unanimita” - spiega una nota della Vigilanza - l'ufficio di presidenza della commissione “su proposta del presidente Zavoli il quale ha anche sottolineato la necessità di un confronto col vertice della Rai sul problema, assai grave, del canone. Problema: il bilancio”. Invita la Rai alla marcia indietro il vicepresidente della commissione vigilanza Giorgio Merlo (Pd): “La scelta di Sky di prendere il digitale terrestre mette definitivamente a nudo le enormi difficoltà finanziarie e le responsabilità della Rai nel non aver venduto a Sky i canali di RaiSat. A fronte di una situazione che rischia di creare un collasso dell'azienda di viale Mazzini, si impone una riconsiderazione della scelta intrapresa nel luglio scorso”.

Secondo Masi l’iniziativa di Sky “ha piu' i connotati di una abile campagna promozionale e di marketing che di una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della programmazione digitale terrestre in chiaro”. La digital key, ha spiegato Masi, sarà disponibile solo per i decoder in alta definizione, “che costituiscono notoriamente una quota di minoranza dell'utenza Sky (inferiore al 10%) e riguarderà solo gli abbonati dotati di un televisore Full HD”. Inoltre, ha detto ancora il dg, è improprio parlare di “decoder unico”, visto che l'iniziativa non supporta “comunque sistemi di accesso condizionato diversi da Nds', cioè quello usato da Sky.
La vicenda merita comunque, secondo Masi, “un attento approfondimento, anche dal punto di vista legale e regolamentare, la eventuale immissione dei canali della piattaforma terrestre all'interno dell'Epg (la guida elettronica dei programmi) di Sky”, circostanza che “potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Autorità di garanzia che limitano l'utilizzo da parte di Sky del sistema digitale terrestre”.

'Di fatto - ha aggiunto Masi - la limitazione dell'uso della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione ed in particolare a quelli in Hd restringe ancor di più il numero di abbonati serviti dalla 'digitale key' poiché questi dovranno essere dotati di un televisore Full Hd. Notoriamente tutti i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre integrale è dunque già garantita dal televisore. Inoltre occorre aggiungere che parte significativa dei televisori in Hd già venduti prima dell'obbligo del decoder integrato (che risale all'aprile scorso) era già in grado di ricevere il digitale terrestre a causa dell'elevato costo del televisore e della relativa necessità di dotarlo di tutti gli strumenti tecnologicamente più aggiornati, compreso il decoder per il digitale terrestre”.

“Dal punto di vista della ricezione del segnale - ha continuato il dg - la chiavetta Sky non può ovviamente risolvere il problema della mancata copertura da parte del segnale terrestre: chi si è dotato di Sky per poter vedere soprattutto la televisione generalista attraverso la parabola satellitare non può usufruire di questo nuovo servizio di Sky”.

Infine, Mediaset. Che fa sapere che la chiavetta è una trovata “scomposta, che crea confusione e illude un parco utenti amplissimo, pur riguardando in realtà solo una minoranza di clienti della piattaforma satellitare”. Lo dice Gina Nieri, del Cda del biscione, spiegando che “la chiavetta riguarda solo 300mila utenti Sky su 4,5 milioni di abbonati, cioè coloro che hanno l'alta definizione a collegano il decoder a un televisore con il ricevitore per il digitale terrestre incorporato. In pratica, l'iniziativa serve a Sky per verticalizzare ancora di più la sua offerta”.

20 Ottobre 2009