BT sfida Sky a colpi di Iptv

OLTRE IL GIARDINO

Un fornitore è meglio di due? BT prova a smentire una tesi consolidatasi nel corso degli anni. Ma spuntarla non sarà semplice senza i canali Sky Sport

di Augusto Preta, Consulente strategico CEO di ITMedia Consulting

La notizia che BT offrirà i suoi nuovi canali premium sportivi gratuitamente a tutti gli abbonati broadband è come un guanto di sfida in quella che si preannuncia come una battaglia feroce tra il maggiore operatore britannico di tlc e il gigante della pay Tv, BSkyB.
Lo scorso anno BT ha acquistato un lotto di diritti della Premier League per 738 mln di sterline smentendo due verità consolidate: che l’accesso ai contenuti premium sia un extra, e che un’offerta triple play da un solo fornitore sia la scelta economicamente più efficiente.
Sul triple play BT sta perdendo la battaglia principale contro Sky. Da quando ha acquistato il proprio Isp, nel 2005, Sky è diventato una minaccia per i tradizionali operatori di servizi di comunicazione, diventando il più grande fornitore di servizi triple play, con 4,4 milioni di clienti broadband, e il secondo maggiore Isp, dopo che sarà perfezionato l’acquisto degli asset a banda larga di Telefonica in Uk.

Ora sembra essere tutto pronto per la battaglia sulle circa 2 milioni di abitazioni che vedono la Tv con Sky e usano la banda larga di BT: i consumatori, per risparmiare, tendono a scegliere un unico fornitore per intrattenimento e comunicazione. Ma la decisione di BT, di offrire gratuitamente BT Sport a tutti i clienti Dsl e fibra, mina la convenzionale saggezza secondo cui un fornitore è meglio di due. BT sa bene che le possibilità di persuadere i ben soddisfatti clienti Sky a spostarsi sull’Iptv sono modeste, anche perché BT, a meno che non intervenga un accordo wholesale con Sky, non sarà in grado di offrire ai clienti i cruciali canali Sky Sports. Così, invece di porre i clienti davanti a un aut aut suggerisce di mantenere entrambi i servizi.

La carenza di Sky Sports nell’offerta BT è un problema. Un altro è la possibile confusione dei consumatori circa la distribuzione multipiattaforma di BT Sport: solo gli abbonati con una connessione in fibra possono ricevere i canali col box YouView. I clienti Dsl dovranno scegliere tra l’adozione di un ricevitore Dtt con modulo per l’accesso condizionato (di cui il box YouView è privo), andare online o utilizzare le app per smartphone o tablet per vedere i contenuti in streaming. Il vero banco di prova per giudicare l’uso strategico dei canali premium sport di BT sarà la redditività, poiché nessuno dei 5 milioni di clienti a cui l’azienda potrebbe vendere BT Sport pagherà un solo penny in aggiunta all’abbonamento broadband per ricevere canali che BT ha pagato circa 1 mld di sterline. Ma guadagnare sulla Tv non è la strategia di breve periodo di BT: l’azienda ha già detto di avere una visione di lungo respiro, e di voler aspettare un paio d’anni prima di introdurre un canone per BT Sport. Nel frattempo, la priorità è proteggere i ricavi del core business, a ogni costo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 03 Luglio 2013

TAG: augusto preta, bt, sky

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