Google lancia Music Onebox. E sfida Apple sul suo campo

STRATEGIE

Il motore di ricerca attacca iTunes. Il nuovo servizio dirotta sui negozi online partner i milioni di utenti che ogni giorno fanno ricerche relative alla musica

di Roberta Chiti
Non è un attacco diretto a Apple e al suo iTunes. Ma mette le armi in mano ai concorrenti di iTunes. Dopo i rumor delle scorse settimane Google finalmente lancia (per ora solo sul mercato Usa) il nuovo servizio per la ricerca di musica online, Music Onebox. Funziona così: digitando titolo o altre parole relative a un brano, l’utente potrà ascoltare gratis in streaming una parte o tutta la canzone e con un solo altro click potrà eventualmente comprarlo (o noleggiarlo) a prezzi competivivi dai vari store online (gli accordi stretti fin qui da Google, sempre per il mercato mericano, riguardano Lala, iLikie di MySpace, Rhapsody, Pandora Media, Imeem).

Una mossa che potrebbe rimescolare tutte le carte sul tavolo della musica online. Gli industriali della musica sono entusiasti (Google non chiede di partecipare agli introiti del business: il suo modello è, al solito, basato sulla pubblicità) e pronti a incoronare il motore di ricerca. Che oltretutto mette a segno un’altra rete nella partita anti-Apple - colpendola nel suo terreno di elezione, quello della musica online - già scattata sul campo dei sistemi operativi (Android) per gli smartphone. L’industria musicale d'altra parte ha fiducia che la Onebox possa dare una mano nella guerra alla pirateria incanalando, come un pifferaio magico, gli utenti verso forme “facili”, e finalmente legali, di acquisto.

Google (in questi giorni negli Usa ha toccato il picco del 70% di ricerche online), sostiene di non volersi confrontare direttamente con il business musicale come quello di iTunes o Amazon. “Non ci interessano le licenze per vendere direttamente musica su Google: siamo solo uno strumento di ricerca” dicono a Mountain View.

Ma dirottando i milioni di utenti verso i siti parner, Google li arma nella guerra a iTunes che con il suo store rappresenta il 69% delle vendite della musica digitale Usa e il 35% di tutte le vendite, inclusi gli album offline (secondo la società Npd). Amazon, il secondo player, raggiunge appena il 9% di vendite della musica digitale. Uno dei futuri siti partner dell’operazione Google per esempio, Lala, permette l’ascolto di un album intero prima dell’acquisto (contro il pezzetto offerto in anteprima da iTunes) e vende brani per lo streaming a 10 centesimi e per il download a 89 centesimi.

Il potenziale bacino di Google è sterminato. Sono milioni le persone che già usano il motore di ricerca per informazioni sulla musica, su concerti, gruppi, parole, accordi. Il 30% delle ricerche effettuate su Google riguardano il mondo musicale (secondo Experian Hitwise che traccia il traffico Internet). Le parole “musica” e “parole” (lyrics) sono nella top ten della parole più digitate su Google.

29 Ottobre 2009