Bernabè chiede danni all'Agcom per il multiplex negato

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Telecom Italia si oppone alla decisione di assegnare a TI Media solo tre mux digitali e chiede un risarcimento di 250 mln

di Patrizia Licata
Bernabè chiede i danni a Calabrò, contestando all’authority la decisione di assegnare a Ti Media-La7 soltanto tre multiplex digitali. Il ricorso, presentato direttamente al Presidente della Repubblica, è firmato dall’Ad di Ti Media, Giovanni Stella, e corredato anche dalla richiesta di un risarcimento di 250 milioni di euro, come riporta Andrea Bassi di MF. “Ma che cosa contesta Telecom? Quando è cominciato lo switch off in Sardegna, Bernabè era riuscito a ottenere per le sue tv quattro multiplex”, spiega Bassi.

“Dalla Sardegna in poi, invece, i multiplex riservati a Telecom Italia Media sono diventati tre. Così come confermato anche dalla direttiva approvata da Calabrò sulle linee guida per il riordino delle frequenze e la messa in gara di quelle liberate (il cosidetto dividendo digitale). Il provvedimento dell’authority ha stabilito che delle 21 reti digitali nazionali disponibili, otto saranno destinate alla conversione delle attuali reti analogiche. Di questi otto multiplex, due andranno alla Rai, due a Mediaset e uno a Telecom. Insomma, viale Mazzini e il Biscione devono rinunciare a una rete, Ti Media a due”. Questa la base del ricorso, che tra l’altro arriva dopo un precedente esposto al ministero dello Sviluppo economico, che però non ha avuto fortuna.

“Prime crepe per il digitale terrestre”, secondo Marco Mele e Giuliano Balestreri de Il Sole 24 Ore, che chiariscono che il ricorso riguarda l’assegnazione delle frequenze digitali in Valle d’Aosta, Piemonte occidentale e Trentino Alto-Adige, aree in cui è già avvenuto lo switch-off. Telecom Italia è il nome che fa notizia, ma non il solo operatore che chiede più spazi sul digitale terrestre: “ReteCapri, unica emittente nazionale del Meridione, presenterà analogo ricorso per ottenere una seconda frequenza digitale”, riporta Il Sole. “Rete A sta invece depositando in questi giorni un ricorso al Tar Lazio contro la mancata regolamentazione della numerazione dei canali da parte dell’Agcom”.

30 Ottobre 2009