Guerra dello spettro dagli Usa all'Europa

FREQUENZE

La Ue propone un piano per il dividendo digitale. E da Telecom Italia parte un ricorso sulle reti

di Roberta Chiti
La guerra fredda sullo spettro radio si allarga dagli Stati Uniti verso l’Europa e l’Italia. Mentre negli Usa sale la tensione fra i broadcaster di fronte alle ipotesi della Fcc di riallocare il digital dividend (le frequenze lasciate libere dagli switch off) a favore degli operatori del wireless, anche Bruxelles prende posizione a sostegno delle telecom. E intanto in Italia il sistema di concessione di frequenze del digitale terrestre mostra le prime smagliature: Telecom Italia Media fa ricorso contro il ministero dello Sviluppo Economico e chiede un risarcimento di oltre 240 milioni.

Torniamo a Bruxelles, dove la Commissione Ue propone un piano coordinato per la gestione del dividendo digitale. Nessuna imposizione dall’alto, si punta invece a un’armonizzazione delle condizioni tecniche per l’utilizzo della sottobanda 790-862 MHz. Coordinando a livello europeo l’assegnazione del dividendo ai nuovi servizi wireless - dice la Commissione Ue - si potrebbero ottenere benefici per l’economia quantificabili tra i 20 e i 50 miliardi di euro. Il piano per ottimizzare le potenzialità del dividendo digitale vede coinvolti il Parlamento europeo e gli Stati membri della Ue “e riflette - dice la Ue - il ruolo importante che essi possono svolgere in questo ambito”.

La migrazione al digitale terrestre libererà i quattro quinti delle frequenze che servivano a portare nelle case le trasmissioni televisive. Le stesse frequenze potranno dunque essere destinate a servizi innovativi che utilizzano lo spettro radio, dall’internet senza fili a telefoni cellulari dalla tecnologia più avanzata e a nuovi canali Tv interattivi e ad alta definizione. Le regioni periferiche potrebbero trarre enorme giovamento da questa evoluzione, in quanto lo spettro disponibile potrebbe essere utilizzato dal wireless in banda larga per portare l’internet ad alta velocità in aree non ancora cablate.

“Il dividendo digitale rappresenta un’opportunità unica per democratizzare la banda larga a livello paneuropeo e dare impulso ad alcuni tra i più innovativi settori della nostra economia - dice Viviane Reding, commissaria Ue per la società dell’informazione e i media -. Esorto gli Stati membri della Ue ad accelerare il passaggio alla Tv digitale e a completarlo entro il primo gennaio 2012. Invito inoltre le autorità nazionali a utilizzare il dividendo digitale in modo da favorire la concorrenza, aprire il mercato a nuovi operatori e servizi e massimizzare gli effetti sull’economia. Solo così si potrà garantire che il dividendo digitale sia usato per portare la banda larga wireless in regioni della Ue in cui l’Internet ad alta velocità non può essere fornito in modo efficiente con altre tecnologie”.

Intanto negli Usa lo scontro è aperto. Da un lato la Federal Communications Commission denuncia il gap tra offerta e domanda di spettro per nuovi servizi wireless. Dall’altro i broadcaster si preparano a dar battaglia per difendere frequenze che temono di dover essere costretti a cedere per la banda larga. L’industria del wireless americana si trova a corto di spettro, ora più che mai con la richiesta di connettività mobile esplosa con il boom degli smartphone. “Ormai siamo entrati nell’era mobile - dice il coordinatore per il broadband dell’Fcc, Blair Levin -. Stiamo cercando una soluzione che vada incontro a tutte le esigenze”. Secondo la società di analisti Brattle Group il valore dello spettro detenuto dai broadcaster si aggira sui 60 miliardi di dollari.

E mentre l’Italia è alle prese con gli switch off delle principali regioni (vedi anche articoli nelle pagine successive) il gruppo Telecom Italia Media fa ricorso contro il ministero dello Sviluppo Economico per la concessione di frequenze del digitale terrestre e ha chiesto un risarcimento di oltre 240 milioni. Il ricorso è stato fatto contro il ministero dello Sviluppo Economico perché in alcune zone del Paese - Val d’Aosta, Piemonte occidentale e Trentino Alto Adige, ovvero tutte le aree all digital, Sardegna esclusa - a Telecom Italia sono stati assegnati 3 multiplex contro i quattro della Sardegna. Avanzata una richiesta danni di oltre 240 milioni.

06 Novembre 2009