Web, ai partiti italiani non piace "social"

L'ANALISI

Pira (Università di Udine): “La politica italiana cerca più il proselitismo che non il dialogo. Questo spiega perché Facebook e Youtube non sono adeguatamente utilizzati"

di Federica Meta
Scarsa partecipazione degli iscritti in rete ed anche un uso sottodimensionato, rispetto agli altri paesi europei e agli Usa, dei social network. È la fotografia scattata dall’Università di Udine nel suo annuale monitoraggio dei siti dei partiti politici.

Rispetto a un anno fa le due principali formazioni politiche, Pd e Pdl, hanno modificato di poco alcuni contenuti e l'organizzazione stessa dei portali. Il Pdl ha messo mano alla parte grafica e ha  suddiviso i contenuti in quattro mini siti, tre dei parlamentari ed uno del Governo Berlusconi - “cosa che potrebbe generare un rischio di dispersione” dicono i ricercatori. Il Pd, invece, pur avendo a disposizione una piattaforma tecnologica avanzata non ha messo in campo strumenti in grado di stimolare la partecipazione degli utenti. Nessun passo avanti per Lega Nord e Unione di Centro. L’Italia dei Valori ha utilizzato la “faccia” del suo leder, Antonio Di Pietro, per comunicare efficacemente con l’utente.

Per quanto riguarda invece i social network, lo studio rileva uno scarso utilizzo. “La politica italiana sembra cercare più il proselitismo che non il dialogo – spiega Francesco Pira, docente di Sociologia della Comunicazione e coordinatore del progetto -. Questo spiega perché Facebook e Youtube non sono stati adeguatamente utilizzati. In particolare abbiamo notato come non ci sia, al contrario di quanto fa Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nessuna volontà di dare all'iscritto una qualche forma di identità, impegnandolo in un ruolo attivo o di ricerca fondi o di creatore di contenuti”.

“I partiti politici italiani stanno perdendo la grossa occasione di aprire e poi consolidare un fitto dialogo con i propri iscritti attraverso la rete - conclude Pira -. A questo si aggiunge anche la difficoltà di una crescita culturale del sistema paese e quindi del rapporto corretto tra partiti, candidati ed elettori/cittadini per la mancanza di una rete efficiente".

13 Novembre 2009