DTT, intesa sulla numerazione dei canali. L'ultima parola all'Agcom

TV

Dgtvi ha individuato i blocchi destinati a canali nazionali e locali che ora deve passare al vaglio dell’Autorità garante delle comunicazioni

di Patrizia Licata
E’ finalmente arrivato l’accordo sulla numerazione dei canali nel digitale terrestre, sul posto che ciascuna tv avrà nel telecomando degli italiani. Come riporta Andrea Secchi di Italia Oggi, “ieri i soci di Dgtvi, l’associazione che riunisce Rai, Mediaset, TI Media, Frt (Federazione radio tv), DFree e Aeranti-Corallo, ha raggiunto l’intesa individuando i blocchi destinati a canali nazionali e locali. Una sorta di autoregolamentazione degli operatori, che ora passerà al vaglio dell’Autorità garante delle comunicazioni”. Non si tratta quindi ancora di un risultato definitivo, chiarisce Italia Oggi, “ma già il fatto che la maggior parte dei broadcaster si sia accordata è un buon segnale, anche in vista dello switch off del Lazio”.

Il presidente di Dgtvi, Andrea Ambrogetti, che ha dato ieri l’annuncio dell’avvenuto accordo, ha spiegato che i canali dall’uno al nove saranno occupati dalle tv ex analogiche: le tre Rai, Mediaset, La 7, Mtv e un canale per l’ex Rete A, la nuova Deejay. Dal 10 al 19 spazio alle televisioni locali, “con un ordinamento che dipende da quello con il quale i Corecom regionali (i comitati per le comunicazioni) distribuiscono i contenuti”, nota Secchi. “Dal 20 al 49 ci saranno ancora le emittenti nazionali divise per blocchi: prima i canali per bambini, poi quelli generalisti o semigeneralisti (Rai 4 o Iris per esempio), gli sportivi e quelli dedicati all’informazione. Dal 50 al 90 ancora le locali e così via in un’alternanza fino al canale 300, dove partono le offerte a pagamento”. Quanto alla decisione dell’Agcom, cui spetta l’ultima parola, è possibile che l’autorità indica una consultazione per sentire il parere anche di chi ha obiezioni a questa sistemazione dei canali sul telecomando.

 

13 Novembre 2009