Digitale terrestre e Voip nel mirino dell'Agcom

LE ISTRUTTORIE

Deciso l'avvio di un'istruttoria sull'ordinamento automatico dei canali del Dtt. E sulla telefonia via web parte un'indagine

di Federica Meta
Un’istruttoria sull’ordinamento automatico dei canali del digitale terrestre. Lo ha deciso oggi il Consiglio dell’Agcom, presieduto da Corrado Calabro, relatori Stefano Mannoni e Nicola D'Angelo, per approfondire i termini dell’accordo notificato all’Authority da Dgtvi relativo all'ordinamento dei canali del DTT.

''L'istruttoria, avviata ai sensi dell'art. 43 del testo unico della radiotelevisione, e che sarà svolta in tempi rapidi, servirà a verificare se l'accordo raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie di broadcaster – si legge in una nota dell’Agcom -. Nel corso dell'istruttoria saranno sentiti tutti i soggetti interessati. L'obiettivo dell'Autorità è quello di esaminare tutte le soluzioni possibili per dare certezza agli utenti in questo delicato momento di passaggio tecnologico e per tutelare il pluralismo e la concorrenza''.

Il problema che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni affronterà nell''istruttoria riguarda l' Lcn (Logical channel numbering). Stando all'accordo raggiunto tra broadcaster aderenti a Dgtvi l'associazione che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo prevede che i canali dall'1 al 9 spettino alle ex tv analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l'ex Rete A); dal 10 al 19 alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari Corecom; dal 20 in poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c'è Tv 2000, al 21 Retecapri (che però non ha ancora aderito all'accordo), poi i canali per bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e quelli dedicati alle news.

Ma non tutti i broadcaster hanno aderito all'intesa. A far gola, in particolare, è il canale numero 9, che andrebbe a Rete A, emittente sulle cui frequenze si troverà a trasmettere (dal 1° dicmebre) anche Cielo, il canale gratuito Sky.

La palla passa dunque all'Autorità. Tra le ipotesi future che potrebbero essere prese in considerazione, l'adozione di una Epg (guida elettronica ai programmi) sul modello di quella di Sky, con i canali divisi tra generalisti e tematici, questi ultimi articolati in base al tipo di offerta; il recepimento dell'intesa Dgtvi, classificando le emittenti locali come fanno i Corecom (per numero di dipendenti e fatturato) oppure in base agli ascolti.

Insieme all'indagine sulla numerazione dei canali l'Agcom ha dato il via anche a un'indagine conoscitiva sui servizi Voip avente come oggetto "'Garanzie dei consumatori e tutela della concorrenza con riferimento ai Servizi vocali su protocollo internet (VoIP) da rete mobile ed al traffico peer to peer".
"L'indagine della durata di 120 giorni approfondirà i profili tecnici, economici e giuridici legati alla fornitura di tali prestazioni e valuterà se le strategie messe in atto da alcuni operatori mobili, di limitazione dei servizi in esame, siano compatibili con il quadro regolamentare vigente - spiega una nota -. In particolare, sul versante della tutela del consumatore saranno oggetto di indagine «eventuali pratiche discriminatorie a danno di talune categorie di utenza, e, più in generale, il rispetto del principio di trasparenza delle offerte al cliente finale". Per quanto riguarda, invece, la tutela della concorrenza, si esamineranno le relazioni che intercorrono tra gli operatori di rete ed i diversi fornitori di servizi, al fine di "garantire che non vi siano strategie che escludono o limitano la concorrenza nei mercati finali, a danno in ultima analisi dei consumatori".

19 Novembre 2009