Mega tagli per Aol. Via altri 2500 dipendenti

CRISI

Scende a quota 6900 dipendenti la società che nel 2004 ne contava 20mila. La ristrutturazione farà risparmiare 300milioni l’anno

di Matteo Buffolo
Nel 2004, America on Line (Aol) al suo apice aveva 20mila dipendenti. Negli ultimi anni questo numero è sceso in picchiata, fino a scendere a 6.900. Ed ora, dopo gli annunci di ieri, è destinato a scendere ancora di 2.500 unità, oltre un terzo, alla vigilia del suo scorporo da Time Warner, con cui si fuse nel 2000 alla vigilia dello scoppio della bolla della new economy.

E ora, la società che a partire dal 1990 è stata un modello per la diffusione di internet tramite la vendita di abbonamenti dial-up universali, è a quella che potrebbe essere l’ultima svolta della sua storia. “Siamo di fronte a una scelta - ha detto Tim Armstrong (nella foto), presidente e Ad di Aol dallo scorso marzo in un’intervista al New York Times -. O si perde lentamente o si vince velocemente: noi stiamo focalizzandoci sul vincere velocemente”. Il trentottenne manager si trova a fare i conti con una società che, solo nell’ultimo trimestre fiscale, ha visto calare i propri ricavi del 23%,  fino a 777 milioni di dollari, anche a causa di un numero di abbonati che è sceso a 5,4 milioni, dopo aver perso quasi 2milioni nei primi nove mesi dell’anno, facendo assottigliare ulteriormente i margini di un compartimento ancora in utile.

Per questo, è arrivato il nuovo piano di tagli, che dovrebbe far risparmiare alla società circa 300milioni l’anno e che sarà basato, in primis, su incentivi volontari per l’uscita. Ma se questi non fossero sufficienti a raggiungere il target, scatterebbero i licenziamenti. In attesa di capire se, con lo spin off del 9 dicembre, Aol sopravviverà e si rilancerà o concluderà il suo declino.

20 Novembre 2009