L'affondo di Rebecchini (Frt): "Telecomando selvaggio. Digitale terrestre nel caos"

REBECCHINI (FRT)

Il presidente della Federazione Radio Televisioni: "Sfida impegnativa. La concorrenza sarà quintuplicata con la conseguenza di un tragico assottigliamento degli spazi pubblicitari". Ma si dice fiducioso che "la situazione si aggiusterà"

di Federica Meta
Lo switch off "poteva e doveva essere realizzato con più attenzione sia dal punto di vista tecnico-organizzativo, sia da quello regolamentare”. E' un attacco frontale alla gestione del passaggio delle tv dall'analogico al Dtt quello che sferra Filippo Rebecchini, presidente della Frt (Federazione radio televisioni) intervenendo oggi all’assemblea annuale che è stata anche occasione per festeggiare i 25 anni dell’associazione.

“Personalmente considero il digitale terrestre un traguardo importante per l'Italia - afferma Rebecchini. - Il passaggio rientra in quel processo di convergenza tecnologica dei media che sta interessando tutto il mondo occidentale e dal quale non si può rimanere fuori - ha detto Rebecchini -. È un processo ineludibile, deciso dall'Unione europea che ha anche stabilito nel 31 dicembre 2012 il termine ultimo per il completamento delle operazioni di trasformazione delle reti da analogiche in digitali. Il processo, tuttavia, poteva e doveva essere realizzato con più attenzione sia dal punto di vista tecnico-organizzativo, sia da quello regolamentare”.

Il presidente ha poi lanciato un monito all'autorità per le comunicazioni. “L'Agcom, in particolare, avrebbe potuto intervenire per tempo nella regolamentazione di alcune problematiche connesse alla digitalizzazione. Quello relativo alla numerazione automatica dei canali sul telecomando (lcn), per esempio è un problema di particolare delicatezza – ha precuisato -. Sono anni ormai che se ne parla e le proposte non sono mancate. Il mancato intervento dell'Agcom ha provocato, soprattutto nel Lazio, il caos assoluto e la situazione è palesemente ingovernabile nonchè irrisolvibile se lasciata alla sola capacità di autoregolamentazione del sistema. Tutto ciò ha causato un gravissimo danno economico alle emittenti televisive, soprattutto a quelle locali, azzerando quel preziosissimo valore d'impresa che è l'avviamento, faticosamente conquistato in decenni di attività”.

Rebecchini si è detto “sicuro che le soluzioni arriveranno. In Italia è sempre così: prima fai le cose e poi le aggiusti. Non si può nascondere il forte malessere avvertito da radio e tv locali, soggetti storicamente deboli dal punto di vista economico e finanziario, ma dotati di una vitalità e inventiva senza rivali. Questa volta la sfida è particolarmente impegnativa. La concorrenza sarà quintuplicata con la conseguenza di un tragico assottigliamento degli spazi pubblicitari.

Certo “queste sono sfide di mercato che non sempre è possibile risolvere con i regolamenti, ma indubbiamente le istituzioni possono fare tanto, cominciando per esempio a non tagliare, come pare invece si stia facendo, i fondi di sostegno previsti dalla legge 488/98. A proposito di contributi chiedo al viceministro Romani il suo intervento per sbloccare le erogazioni dei contributi alle radio locali previsti dalla legge per gli anni 2006, 2007 e 2008”.

Comunque il presidente della Frt ha sottolineato che il digitale terrestre “vuol dire migliore qualità dell'immagine e del suono, razionalizzazione dello spettro radioelettrico e ridotto inquinamento elettromagnetico. Con il digitale terrestre sarà anche garantito un maggior pluralismo. La moltiplicazione dei canali consentirà a nuovi soggetti di entrare sul mercato e di proporre contenuti inediti, per lo più tematici. L'universo televisivo si arricchirà di operatori e di programmi che fungeranno da stimolo migliorando la qualità dei servizi”.

02 Dicembre 2009