Aggressione a Berlusconi. Maroni: oscurare siti violenti

AGGRESSIONE A BERLUSCONI

Dopo la comparsa di gruppi che esaltano il gesto contro il Premier il ministro degli Interni valuta la possibilità di presentare al prossimo Consiglio dei ministri iniziative per le pagine Web “incriminate”

di Davide Lombardi
Non è la prima volta che la politica lancia la proposta di regolare il web, o censurarlo a seconda dei punti di vista. Già il 5 febbraio scorso nel decreto sicurezza del governo veniva inserito un emendamento firmato dal senatore Udc D’Alia che prevedeva (in caso di reato o di apologia di reato) l’oscuramento di siti come Facebook o Youtube. L’emendamento venne abrogato, ma appena due mesi fa l’argomento è tornato al centro del dibattito, in seguito all’apparizione su Facebook di un gruppo dal nome “Uccidiamo Berlusconi”. Il dibattito non poteva non riaprirsi oggi, in seguito alla comparsa su Facebook di gruppi che inneggiano a Massimo Tartaglia, l’uomo che ieri a Milano ha aggredito Berlusconi. Subito dopo l’aggressione sono comparsi su Facebook numerosi gruppi di discussione dedicati all’avvenimento. Alcuni sono nati per manifestare solidarietà al premier, altri per inneggiare all’aggressore: uno di questi conta più di 500mila iscritti, mentre cercando sul social network la voce Massimo Tartaglia, si scopre che ha 55mila fans.

Per affrontare la questione il ministro degli Interni, Robero Maroni, ha annunciato la possibilità di presentare al prossimo Consiglio dei ministri proposte per oscurare le pagine Web “incriminate”. “Se sarà il caso anche nel Consiglio dei ministri di giovedì proporrò delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio", ha precisato Maroni.

In mattinata il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, aveva dichiarato che “la polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l’aggressione di Massimo Tartaglia al premier per cercare di risalire agli eventuali responsabili della campagna d’odio che corre sul web. Ci sarà adesso un monitoraggio di questi siti; ci proviamo, non sarebbe la prima volta che si arriva a dei risultati”.

A fargli eco il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi che parla di “espressioni vergognose e moralmente inaccettabili” e annuncia: “Chiederò al ministro dell’Interno di procedere all’oscuramento dei siti in cui si inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente Silvio Berlusconi”.

Secondo la  parlamentare del Pdl, Gabriella Carlucci “Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno. È giunto il momento di eliminare definitivamente l’anonimato in rete”. Per questo chiede ai ministri dell’Interno e della Giustizia, Maroni e Alfano di appoggiare la sua proposta di legge sull’eliminazione dell’anonimato in Rete. “Non è un provvedimento contro la rete, non è contro la libertà di espressione, ma contro i criminali che abusano di Internet per infrangere la legge. I social network si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi delinquenti che, sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione”.

Dall’opposizione si è alzata la voce di Massimo Calearo, ex Pd ora esponente del neonato partito rutelliano Alleanza per l’Italia, che condanna il gesto di Tartaglia ed i suoi 40.000 fans su Facebook: “Questa è gente che va curata, sono dei pazzi. Chi di competenza provveda a far oscurare la pagina di Facebook occupata dai fans-Tartaglia”.

14 Dicembre 2009