Facebook: il nostro sito lo monitoriamo noi

SOCIAL

Il network annuncia di essere già in contatto con le autorità italiane. Ma avverte: "Il fatto che alcuni tipi di contenuti possano infastidire - per esempio critiche alle politiche del governo e alle ideologie politiche - non è una ragione sufficiente per rimuovere una discussione"

di Patrizia Licata
Facebook monitora l’Italia. Dopo l'apparizione di gruppi sulle reti di social network che inneggiavano all'aggressione contro il premier, il sito social annuncia che provvederà a rimuovere i "contenuti minacciosi" dalle sue pagine appena venga richiesto il suo intervento e aggiunge di essere già in contatto con le autorità italiane.

"Su Facebook non è permesso pubblicare contenuti minacciosi, promuovere o incoraggiare atti violenti, contro chiunque e in qualunque luogo. Provvederemo a rimuovere qualunque contenuto di questo tenore, per cui ci sia richiesto un intervento", dice la dichiarazione.

"Abbiamo un team dedicato in Europa che parla italiano e che sta esaminando con estrema attenzione tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Risponderemo con tempestività, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente o supporti atti violenti contro persone".

"Su questo tema, siamo anche in contatto con le autorità italiane", aggiunge il sito di social network, che vanta oltre 350 milioni di iscritti nel mondo. Facebook però mette in guardia anche da facili censure: "Il fatto che alcuni tipi di commenti e contenuti possano infastidire - per esempio critiche alle politiche del governo e alle ideologie politiche - non è una ragione sufficiente per rimuovere una discussione. Questi dibattiti online non sono altro che un riflesso di quello che avviene offline, dove le conversazioni hanno luogo liberamente nelle case delle persone, via email o al telefono".

Facebook ha già chiuso, riporta anche l’Herald Tribune, la principale pagina di fan che era stata aperta a sostegno di Massimo Tartaglia (100mila utenti in meno di 48 ore). Altre pagine, con molti meno “fan” sono ancora aperte; alcune riuniscono migliaia di utenti che esprimono supporto all’attentatore.

L’Herald Tribune nota che l’attacco al premier italiano e la pronta risposta di Facebook arrivano proprio mentre a Milano quattro executive di Google sono sotto processo per non aver monitorato i contenuti che venivano messi online e aver di fatto consentito che il video sui maltrattamenti a un ragazzo disabile girasse per giorni su YouTube. La stessa Facebook è già finita sotto la lente di regolatori e governo italiani per alcuni contenuti inseriti sulla sua rete. Di recente, il sito ha dovuto bloccare le pagine aperte da diversi gruppi "che invitavano a 'Uccidere Berlusconi'”. Berlusconi "è una figura contestata", conclude l’Herald Tribune, e non stupisce che tale contestazione trovi voce su Facebook, un sito che in 15 mesi di presenza in Italia ha riunito 12 milioni di utenti attivi, pari al 20% della popolazione.

16 Dicembre 2009