Ict e Media: flessione del 5%. Il settore paga la crisi

ANALISI

Secondo il rapporto Iem sull'industria della comunicazione fra i segmenti più in difficoltà c'è l'informatica: in un anno crollo del 9,9%

di Federica Meta
Nel 2008 l’industria della comunicazione in Italia è cresciuta solo dello 0,2%, raggiungendo i 101,8 miliardi di euro. A fine 2009 la flessione  dovrebbe essere di circa il 5%. È la fotografia scattata dal 12° rapporto Iem sull’industria della comunicazione in Italia redatto dalla Fondazione Rosselli.
“Di questi 101,8 miliardi, 64,5 sono raccolti dall’Ict (+0,1% rispetto al 2007) – precisa il rapporto -. I mezzi a contenuto editoriale, che sono stati il segmento più vitale degli ultimi anni, mostrano per la prima volta una battuta di arresto, fermandosi a 24,4 miliardi (-0,3%). Di questi, la componente spesa diretta dei consumatori è però continuata a crescere (+0,2% a 14,4 miliardi), anche se i ricavi pubblicitari sono scesi dell’1,2%”. In questo contesto a tenere sono i mezzi ad esclusivo contenuto pubblicitario (annuari, affissioni) che ottengono un +1,4% a 13,3 miliardi.

A uscire "vincente" dal 2008 è, invece, il mercato dei videogiochi salito del 21% rispetto al 2007, raggiungendo quota 1.263 milioni. Positivo anche il trend della Tv: +3,6% a 8.816 milioni.

“I mezzi con l’andamento più negativo sono quelli che sono stati penalizzati dalla maggiore disponibilità di contenuti online: musica registrata (-16,9%), home video (-17,1%) e i quotidiani (-7,6%) - si legge nel report -. Per la musica si tratta dell’ottavo anno consecutivo di decremento, per l’home video del quinto”.

E non sono rosee nemmeno le previsioni per la chiusura 2009. La Fondazione Rosselli stima che l’industria delle comunicazione perderà ancora il 4,9%.

Tra i segmenti “in salute” ancora i videogiochi (+7,5%) e la spesa pay tv (+6,5%). A destare preoccupazione, invece,  le performance negative dell’Ict, con l’informatica a -9%, le Tlc fisse a -4,4% e le mobili a -0,7%, nonché quelle delle pubblicità a mezzo stampa (-21% nei quotidiani e -30% i periodici) e della Radio (-17%).

“Bisogna partire dalla domanda, non dall’offerta: e oggi la domanda favorisce il gratuito”. Vittorio Veltroni, direttore Vodafone Internet Services ha commentato così i numeri del rapporto.
“Gli elementi che hanno influito sono molteplici”, dalla contrazione della capacità di spesa degli under trenta, alla prevalenza del modello internet - ha spiegato ancora Veltroni -. E’ un mondo nuovo che sta nascendo, e gli operatori devono trovare nuovi modelli di business, favorire la creatività”.
“Noi con il lancio di Vodafone 360 lo abbiamo fatto abbiamo aperto il nostro mondo agli sviluppatori delle applicazioni, non solo rendendo disponibili le funzionalità di rete ma finanziando anche start-up italiane. Perché la rete è un volano per la creatività, ma non basta”, ha concluso.

17 Dicembre 2009