Pechino risponde a Google: "Resti, ma rispetti la legge"

IL BRACCIO DI FERRO

Il governo cinese ribadisce il benvenuto a Mountain View  a patto che mantenga i filtri previsti dalle norme per il Web

di Alessandro Castiglia
“Google? È benvenuto”. A patto che rispetti la legge. Il governo di Pechino risponde così alle intenzioni di Google di non usare più filtri sul motore di ricerca e, addirittura, di chiudere l’attività a seguito della scoperta di un cyber-attacco a danno di alcune caselle di posta di Gmail di attivisti per i diritti umani.

“Le imprese straniere sono le benvenute su Internet se agiscono in accordo con la legge cinese”, ha detto oggi la portavoce del governo, Jiangu Yu. Come a dire che il benvenuto è strettamente legato ai limiti al Web messi da Pechino e che, quindi, non è pensabile rimanere in terra del Dragone senza i filtri richiesti dal governo. Jiang Yu ha poi aggiunto che "Internet è aperta e il governo incoraggia lo sviluppo di Internet. Per questo motivo le legge cinese vieta qualsiasi attacco informatico”.

Con questo annuncio si apre uno spiraglio per risolvere la querelle. Certamente Google non è disposto a rinunciare all’immenso mercato cinese così come Pechino non può fare a meno della tecnologia “invasiva” di Mountain View. A queste condizioni un compromesso probabilmente si troverà. Nel frattempo gli utenti cinesi potranno godere di una libertà mai assaporata prima.

14 Gennaio 2010