Internet come la tv. E il Garante fa da "sceriffo"

DECRETO LEGISLATIVO

Arriva in Parlamento il decreto del governo su tv e Internet: oltre al taglio degli spot, anche l'equiparazione della tv via Internet alla tv tradizionale

di Patrizia Licata
Il governo trasforma il Garante per le Comunicazioni nello sceriffo di Internet: dovrà controllare che i siti della Rete rispettino le regole sul diritto d’autore. Scrive così Repubblica di oggi, sottolineando che nel 2010 mettere lo spezzone di una partita o di un film su YouTube potrà comportare richiami e sanzioni.

Il ruolo di “sentinella del Web” arriva al Garante, ricorda il quotidiano, dal decreto legislativo del governo sulla tv e Internet che ha già fatto discutere prima di Natale per i tagli alla pubblicità su Sky. Ieri il decreto è arrivato in Parlamento per ricevere un parere non vincolante dai senatori e, a seguire, dai deputati.

Analizzando il testo, il senatore Vincenzo Vita (Pd) e il deputato Giuseppe Giulietti hanno sottolineato come venga messo sullo stesso piano televisione classica e televisione via Internet (Ip tv, web tv, mobile tv) e come, ancora, stabilisca che i telegiornali e gli altri programmi di informazione su Internet dovranno rettificare le notizie eventualmente errate con le stesse modalità dei tg della tv tradizionale.

"Abbiamo chiesto che vengano auditi in Parlamento tutti i soggetti coinvolti e colpiti da questo provvedimento e che si ricreino tutte le condizioni affinché si possa discutere nelle commissioni parlamentari sul merito delle proposte senza l'assillo della ristrettezza dei tempi, ricorrendo ad un differimento della data per la votazione del parere". Così il capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, al termine della prima seduta delle commissioni parlamentari competenti chiamate ad esprimere il parere sul decreto legislativo del Governo di recepimento delle direttiva comunitaria sulle televisioni, che interviene pesantemente sull'affollamento pubblicitario delle tv a pagamento e sulla disciplina del web. "Il Governo ha utilizzato ancora una volta - spiega Meta - l'occasione del recepimento di una direttiva europea sulle attività televisive per manomettere profondamente e con logiche già viste il testo unico delle radiotelevisioni".

14 Gennaio 2010