Addio notizie online gratis. Anche il New York Times torna a far pagare

INTERNET

Il quotidiano statunitense "bissa" il tentativo già fatto nel 2005 per bloccare l'emorragia di pubblicità

di Davide Lombardi
Dopo il Wall Street Journal e il Financial Times, anche il New York Times sembra intenzionato a rendere a pagamento la sua versione online, secondo quanto riportato dal ‘New York’.

E’ un ritorno al passato per il quotidiano della Grande Mela, che già nel 2005 ci aveva provato, per poi tornare sui propri passi due anni dopo a causa dello scarso appeal esercitato sui potenziali lettori. Questa nuova sterzata sarebbe dovuta al fatto che le entrate pubblicitarie si sono notevolmente ridotte a causa della crisi.

Si tratta solo di indiscrezioni per ora, ma le parole della portavoce del giornale Diane McNulty, sembrano in parte confermare la notizia. “La decisione sarà annunciata nel momento in cui saremo certi di aver identificato il miglior modello di business possibile. Fino ad allora nessun dettaglio”, ha precisato la portavoce. Il Nyt potrebbe ufficializzare la sua decisione il 27 gennaio, in coincidenza con il lancio dell’iSlate, il tablet di Apple che potrebbe aver stretto un accordo con il quotidiano relativamente all’utilizzo dei suoi contenuti digitali.

Possiamo dire addio alle notizie free anche sul giornale che nel 2009, per la prima volta nella storia dell’editoria di vertice, ha visto i suoi utenti online superare quelli cartacei. Per quanto riguarda il metodo di pagamento, la scelta oscilla fra la politica del Wsj, che offre parte delle news gratis e parte in abbonamento, e quella del Financial Times, che consente la lettura gratuita di un certo numero di articoli al mese, superata la quale chiede all’utente di pagare. Al momento il Nyt è più orientato verso la seconda metodologia.

Contro questa scelta si sarebbe schierato Martin Nisenholtz, responsabile del comparto digitale, secondo cui il vasto pubblico del sito – 16 milioni di utenti unici al mese – attendeva solo la maturazione del business della pubblicità online per trasformarsi in un’ottima fonte di guadagno. E sarebbe stato proprio il calo delle inserzioni provocato dalla crisi finanziaria a spingere i vertici del quotidiano a questa svolta.

La decisione del Nyt conferma una tendenza che si sta sviluppando negli ultimi mesi, e potrebbe spianare la strada a molti altri giornali con le stesse intenzioni. A sostenere con più vigore il ritorno alle news a pagamento è stato il magnate australiano dei media Rupert Murdoch, mentre secondo l’Economist, che ha introdotto la formula a pagamento per l’accesso online ai contenuti dell’edizione cartacea, “il 2010 sarà l’anno in cui gli editori cercheranno di far pagare i loro lettori perché non hanno scelta, visto che l’advertising online è in caduta libera”.

D’altronde tutti i più accaniti sostenitori della rivoluzione del web sostengono da tempo che il giornale cartaceo è destinato a scomparire, soppiantato dal modello online. Ma i lettori saranno d’accordo? Secondo un recente sondaggio effettuato dalla società di ricerca specializzata Harris, il 77% degli utenti online non è intenzionato a sborsare neppure un centesimo per le news online e solo il 19% sarebbe dell’idea di pagare cifre comprese fra uno e 10 dollari al mese. Insomma, la battaglia è più che mai aperta, e Google News sta a guardare.
 
 

18 Gennaio 2010