Musica, più download che cd. Sorpasso digitale in vista

OUTLOOK

Le vendite di "dischi" nei negozi continueranno a scendere fino al 2014. Secondo Forrester quelle di musica online destinate a salire del 13%

di Patrizia Licata
Cd e vinili sugli scaffali dei negozi fisici sempre meno importanti per il mercato della musica americano, mentre le vendite digitali continuano un trend di sviluppo che culminerà nel “grande sorpasso” delle entrate elettroniche su quelle tradizionali nel 2012. Secondo l’ultimo studio di Forrester Research (“US music forecast 2009-2014”), i guadagni della musica tradizionale si sono più che dimezzati negli ultimi dieci anni e il declino proseguirà nel prossimo futuro, finché il revenue si stabilizzerà intorno ai 5,5 miliardi di dollari nel 2014. Solo dopo quell’anno Forrester prevede un ritorno alla crescita. Il trend in discesa è dovuto soprattutto al fatto che le vendite di Cd nei negozi fisici scenderanno a un ritmo annuale del 14%, mentre le vendite di musica digitale cresceranno a un ritmo del 13%.

Per capire che questa è quasi una debacle per la musica tradizionale, basta sottolineare che nel 1999, anno d’oro per il settore, i guadagni ammontavano a circa 13,4 miliardi di dollari. A fine 2009, secondo le proiezioni Forrester, si sono dimezzati a 6,3 miliardi. L’anno appena chiuso è stato particolarmente negativo per le vendite di musica tradizionale, diminuite del 13% rispetto al 2008. “La recessione ha colpito duramente un’industria già in difficoltà”, scrive l’autrice dello studio, Sonal Gandhi. “Le vendite di Cd nei negozi fisici si sono ridotte del 23%. Le vendite di Cd online hanno tenuto bene, invece, pur se hanno sofferto, sul web, alcuni servizi musicali a pagamento come Napster e Rhapsody e anche la crescita dei download digitali è stata inferiore alle aspettative”.

Insomma, anche il segmento della musica digitale attraversa la sua piccola “crisi”. Le vendite online vivranno un trend leggermente negativo nei prossimi anni nel senso che la crescita dipenderà non da un aumento della spesa media da parte del compratore ma dal fatto che più persone diventeranno acquirenti di musica digitale. Ciò non toglie che negli Stati Uniti, nel 2012, le entrate della musica digitale — inclusi downloads e abbonamenti— arriveranno a supererare le entrate dalle vendite di Cd e vinili nei negozi fisici.

Il settore che secondo la Forrester mostra più limitazioni all’interno del mercato online è quello dei download a pagamento, principalmente perché la penetrazione di lettori portatili sta raggiungendo una fase “plateau”. Per la società di ricerche il potenziale potrebbe essere nell’integrazione della musica in altri device presenti nelle case come le consolle per i giochi, per raggiungere gli utenti che non possiedono iPod e simili. Le persone che effettuano download a pagamento negli Stati Uniti arriveranno comunque a 114 milioni tra cinque anni: un numero pur sempre rispettabile. Inoltre, la Forrester ritiene ancora ricchi di potenziale i servizi musicali in abbonamento: quest’anno sono andati male, ma hanno anche saputo reinventarsi. Il 2010 sarà molto più positivo e nei prossimi cinque anni il segmento vivrà un tasso annuale di crescita del 13%.

Ma chi è il tipico acquirente di musica digitale negli Usa? “Il settore non è più dominio esclusivo dei giovanissimi esperti di tecnologie”, si legge nel report della Forrester. L’acquirente-tipo americano di musica digitale ha 37 anni ed è donna (52%), con un reddito annuo medio di 92.000 dollari. Spende ogni anno 204 dollari in musica (l’utente medio di Internet americano spende 184 dollari online ogni anno), di cui meno della metà in veri e propri Cd: il resto serve a comprare musica digitale in senso più lato (come download o abbonamenti). Il 64% infatti afferma con decisione: la musica è un genere per il quale val la pena pagare.

19 Gennaio 2010