Pedofilia, la Camera dice sì al reato di adescamento online

INTERNET

I deputati hanno votato all'unanimità la ratifica della Convenzione di Lanazarote a tutela dei minori. Pene più severe per chi usa la Rete

di Federica Meta
Primo passo in Parlamento verso norme più severe contro gli abusi sessuali sui minori. Con il sì unanime ieri della Camera alla Convenzione di Lanzarote, siglata il 25 ottobre 2007 come strumento internazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, arrivano i nuovi reati di pedofilia e pedopornografia culturale e l'adescamento via internet.

Il provvedimento, che ora attende il via libera del Senato, dà esecuzione alla convenzione del Consiglio d'Europa e stabilisce norme di adeguamento dell'ordinamento interno introducendo modifiche nel codice penale.
Ecco, nel dettaglio, le misure contenute nel testo.

Pedopornografia e pedofilia culturale. Il nuovo articolo 414-bis (pedofilia e pedopornografia culturale) punisce con la reclusione da tre a cinque anni chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere reati di prostituzione minorile, di pornografia minorile e detenzione di materiale pedo-pornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambini e di corruzione. Stessa pena per chi fa apologia di questi reati.

Adescamento dei minori via Internet. Il delitto di adescamento di minorenni viene sanzionato con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi azione che voglia “carpire” la fiducia del minore anche mediante l'utilizzo della Rete internet o di altri mezzi di comunicazione.

Autorità nazionale. L'Italia designa il ministero dell'Interno come autorità nazionale responsabile della registrazione e conservazione dei dati nazionali sui condannati per reati sessuali.

Prostituzione minorile. È punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque: recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto; favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Chiunque compie atti sessuali con un minore fra i 14 e i 18 anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. Se il minore non ha ancora compiuto i 16 anni, la pena è aumentata da un terzo alla metà. In caso di prostituzione minorile sarà escluso il patteggiamento.

Attenuanti per chi collabora con la Polizia. La pena è diminuita da un terzo fino alla metà nei confronti di chi, pur avendo concorso al reato, si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, o se aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella raccolta di prove decisive per l'individuazione o la cattura degli altri colpevoli.

Insegnanti interdetti a vita e pene accessorie. “La condanna o l'applicazione della pena su richiesta delle parti comporta in ogni caso l'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate abitualmente da minori – recita il provvedimento -. Le altre pene accessorie sono le seguenti: interdizione per cinque anni dai pubblici uffici; perdita della potestà genitoriale; interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla cura o all'amministrazione di sostegno; perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione dalla successione della persona offesa”

Aggravanti per parenti, conviventi ed educatori. Sono previste per chi compie atti sessuali con minori verso i quali ha una posizione di autorità o influenza. Il testo recita così: l'ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, o altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza che, con l'abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni. La stessa pena è inflitta a chiunque fa assistere un minore di 14 anni al compimento di atti sessuali, o se mostra allo stesso materiale pornografico al fine di indurlo a compiere o a subire atti sessuali. Anche in questo caso la pena è aumentata fino alla metà quando il colpevole approfitti della sua posizione di influenza o autorità sul minore.

Testimonianze dei minori anche fuori dalle aule del tribunale. In caso di incidente probatorio per le indagini su prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico, turismo sessuale, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con minori, l'assunzione della testimonianza di un minore di 16 anni può avvenire anche al di fuori delle aule del tribunale. Sarà il giudice a stabilisce il luogo, il tempo e le modalità particolari attraverso cui procedere all'incidente probatorio. A tale fine l'udienza può svolgersi o presso strutture specializzate di assistenza o, in mancanza, presso l'abitazione dello stesso minore.

Gratuito patrocinio. Le vittime di abusi possono essere ammessi al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito.

20 Gennaio 2010