De Kerchkove: pubblicità insufficiente a ripagare le news online

INTERNET

Parla il guru dei mass media: “L’economia ha le sue regole e lo scenario futuro vedrà affiancarsi due Internet: quella free che conosciamo e quella premium con un valore aggiunto”. Il pubblico è oggi più maturo e sa scegliere tra le informazioni offerte dai mass media. Ma “in Italia un po’ meno”, secondo De Kerchkove

di Patrizia Licata
Finora sostenitore della libertà su Internet, persino Derrick De Kerchkove, guru dei massmediologi, erede di Marshall McLuhan alla cattedra della Toronto University, è costretto ad ammettere: “Pensare che la pubblicità, anche con la ripresa economica, possa sostenere le aziende editoriali, è un’illusione. Per i grandi giornali la via indicata dal New York Times è una scelta obbligata”. Intervistato da Affari e finanza di Repubblica, De Kerchkove sostiene che le notizie sul web a pagamento sono “uno sviluppo positivo. Scovare e selezionare le notizie con il lavoro di uno staff formato a sua volta con un’attenta selezione, preparare servizi con costi di trasferta e documentazione, è un lavoro di alto impegno, responsabilità e professionalità. Costa molto ed è giusto che venga pagato”.

De Kerchkove chiarisce: l’equazione web-libertà per cui è noto (i suoi fans vanno ai raduni con il suo ritratto sulla maglietta al grido di “Internet gratis”) “è sempre valida. La rete è libera e pubblica e tale resterà. Però l’economia ha le sue regole”. Ci saranno sempre giornali e notizie gratuiti in rete, ma lo scenario futuro evolverà verso la formazione di due Internet: quella free e quella premium, con servizi e contenuti a valore aggiunto. In quest’ultima rientrano i maggiori brand della stampa internazionale: dal NYTimes, che ha nei giorni scorsi confermato la decisione di rendere il sito a pagamento, a Le Monde a Repubblica.

Perderanno lettori? Non secondo De Kerchkove, tutt’al più qualcuno tornerà al cartaceo. Ci saranno sì giornali minori che falliranno una volta avviata l’operazione pay-web, ma tanti blog, magazine online e bollettini di news vari continueranno a non farsi pagare e valorizzeranno il loro ruolo di “resistenza” ai media ufficiali. “Un’informazione diffusa e capillare che avrà un motivo in più per svilupparsi potendo far concorrenza alle maggiori testate valendosi dell’arma competitiva della gratuità”, afferma De Kerchkove.

“Tutti i media hanno conosciuto una fase fondante in cui sono stati offerti gratuitamente e una fase 2 in cui sono cominciate le offerte premium una volta che il pubblico è stato catturato”, nota ancora il guru di Internet. “Ma nel frattempo l’utente-lettore-spettatore ha avuto modo di conoscere il mezzo, valutarne pro e contro, capire di chi si può fidare e anche dove andare a cercare informazioni diversamente caratterizzate. Per Internet è arrivato questo momento”. “Uno dei meriti storici di Internet è di aver svegliato la coscienza della gente che non vuole più una versione ufficiale”, continua De Kerchkove. “Per questo nei Paesi assolutistici come la Cina o la Russia di Putin il potere controlla il maggior numero possibile di mass media, per convincere la popolazione della sua verità. In Italia sapete benissimo di cosa sto parlando visto che avete Berlusconi e una valanga di media da lui controllati. Oltretutto, il pubblico italiano è più immaturo che in altri Paesi industrializzati di fronte alla televisione. Per fortuna, Berlusconi non controlla ancora Internet; per questo dico che la libertà online va difesa con realismo e guardando bene tutti gli aspetti della verità”. E, a volte, sembra voler dire De Kerchkove, per conoscere la verità, occorre contribuire a pagare i giornalisti che vanno a cercarla... Ma non tassare Internet: “Ho solo un termine per definire questa proposta del vostro governo: fascismo”.

25 Gennaio 2010