Reding: "La privacy è la priorità dell'era digitale"

VIVIANE REDING

Il commissario europeo designato alla Giustizia annuncerà il 28 gennaio la sua "lista" di misure in vista della revisione della Direttiva sulla protezione dei dati personali

di Patrizia Licata
Il Data protection day dell’Ue del 28 gennaio sarà la prima occasione pubblica per il commissario Viviane Reding, futura responsabile di Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, per presentare la sua lista delle priorità in tema di privacy su Internet e in particolare per parlare della prossima revisione della direttiva Ue sulla protezione dei dati (Data protection directive). Il Data protection day, sponsorizzato dalla Microsoft, ha tradizionalmente come tema centrale proprio la privacy: l’evento, che si svolgerà presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, prevede dibattiti sui social media e la riservatezza.

La Reding potrebbe cogliere l’occasione per presentare i suoi futuri progetti sulla protezione dei dati online. Secondo i suoi collaboratori, tra le priorità del commissario Ue designato alla Giustizia c’è la revisione della Data protection directive, che risale al 1995, quando ancora non si parlava, come oggi, di “era digitale”. La protezione dati include una serie di questioni “calde”, con implicazioni anche nelle relazioni tra l’Ue e alcuni partner internazionali, compresi gli Stati Uniti. Per esempio, il trattamento dei dati bancari o delle informazioni personali dei passeggeri degli aerei è oggetto di difficili negoziati tra Bruxelles e Washington.

Uno dei temi chiave che la Reding potrebbe affrontare al Data protection day è il trattamento dei dati da parte dei servizi online: i motori di ricerca raccolgono informazioni, come indirizzi Ip e ricerche inserite dagli utenti, per mettere insieme dei profili elettronici dei navigatori di Internet e venderli poi a chi si occupa di pubblicità. Proprio la fiorente industria della pubblicità mirata si potrebbe trovare nei guai se le istituzioni Ue decidono di trattare le informazioni raccolte su Internet come dati privati. Ciò costringerebbe gli inserzionisti a chiedere il consenso degli interessati prima di usare quelle preziose informazioni.

Altro tema che preoccupa i regolatori è come comportarsi con i social network, per esempio Facebook. I ragazzi inseriscono le loro informazioni personali su queste piattaforme senza alcuna consapevolezza dei rischi per la privacy. Altro nodo da sciogliere nel futuro della privacy online è la migrazione verso il cloud computing, in cui tutti i documenti elettronici vengono conservati su hardware remoto anziché su desktop personali - un sistema con grandi vantaggi economici e ambientali, ma con altrettanto grandi rischi per la privacy.

Nella precedente carica di commissario all’Information society, la Reding si è già fatta paladina di un approccio a “tolleranza zero” nei confronti degli abusi dei dati personali. "La privacy dei cittadini deve essere la priorità dell’era digitale”, ha dichiarato di recente. E all’audizione di fronte al Parlamento europeo di due settimane fa che ha confermato la sua designazione a commissario della Giustizia ha ribadito: "Potete essere sicuri che i diritti fondamentali, tra cui la protezione dei dati, saranno in cima alla mia lista”.

26 Gennaio 2010