Digitale terrestre: all'Agcom il "telecomando"?

CONTROLLI

Il Governo ipotizza di affidare all'Authority presieduta da Calabrò il controllo del posizionamento dei canali e la possibilità di avviare istruttorie nei confronti di chi non rispetta le regole

di Patrizia Licata
L’Agcom vuole il potere di scrivere nero su bianco i criteri nazionali per il posizionamento dei canali. Il governo sta pensando di affidare agli uffici di Calabrò la possibilità di avviare un vero procedimento amministrativo, con tanto di sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole. L’Agcom ha in corso un’istruttoria che dovrebbe concludersi a febbraio

L’avvento della televisione digitale sta comportando una vera battaglia per i posti che le varie emittenti occuperanno sui tasti del telecomando. E un perdurante caos per milioni di cittadini italiani, in primo luogo laziali, che da novembre vedono continuamente cambiare la lista dei propri canali preferiti, nota MF. In termini tecnici, si chiama Lcn, cioè ordinamento automatico dei programmi; nella pratica, si tratta di ottenere dalle istituzioni che regolano il settore l’assenso ad occupare il tasto da 1 a 500. Il caso è già da tempo sul tavolo dell’Autorità per le comunicazioni, ma ieri il presidente Corrado Calabrò è stato particolarmente esplicito.

Affrontando il tema delle norme che dovrebbero sovrintendere all’applicazione del decreto legislativo in materia audiovisiva (ora alle Camere per un parere), Calabrò ha affermato: “Segnalo l’opportunità incalzante di prevedere nel decreto legislativo in esame una norma di rango primario relativa all’ordinamento automatico dei programmi”. Questa norma potrebbe affidare all’Autorità “il compito di predisporre un piano per la numerazione automatica dei programmi, in particolare per il digitale terrestre”.

Il motivo della richiesta di tali poteri è presto spiegato: “Com’è noto”, ha continuato Calabrò, “l’anarchia in tema di numerazione automatica sta provocando disagi ai cittadini nelle zone dove è avvenuto il passaggio al digitale”. L’Autorità sta intervenendo, “ma manca un consolidamento del nostro potere di intervento nella normativa primaria”, ovvero una legge. Il governo sta pensando di affidare all’Agcom la possibilità di avviare un vero procedimento amministrativo, con tanto di sanzioni nei confronti di chi non rispettasse le regole che verranno fissate dall’Autorità. Sul tema l’Agcom ha in corso un’istruttoria che dovrebbe concludersi a febbraio.

29 Gennaio 2010