In Tv spot "protetti" per i piccoli telespettatori

LE NUOVE NORME

Il codice di autoregolamentazione detta le regole sulle fasce orarie: no a programmi, pubblicità e trailer di film inadatti ai minori dalle 16 alle 19. Fino alle 22.30 bollino rosso sulle trasmissioni che richiedono la presenza di un adulto

di Patrizia Licata
Per i piccoli telespettatori, la protezione a fasce orarie deve includere anche la pubblicità. Sottoscrivendo il codice di autoregolamentazione tv e minori, nato dalla collaborazione tra le principali emittenti televisive nazionali e recepito dalla legge Gasparri, spiega Il Sole 24 Ore, le tv italiane si sono impegnate a migliorare ed elevare la qualità delle trasmissioni destinate ai minori; aiutare le famiglie e i ragazzi a un uso corretto delle trasmissioni; collaborare con il sistema scolastico; assegnare alle trasmissioni per minori personale formato e di alta qualità; sensibilizzare il pubblico ai problemi della disabilità; e sensibilizzare ai problemi dell’infanzia tutte le figure professionali coinvolte nelle preparazione dei palinsesti e dei programmi.

Il codice contiene la scansione della giornata televisiva in tre fasce orarie: la fascia per tutti, la fascia protetta e la fascia notturna. La prima va dalle 7 alle 22.30: in questo orario le emittenti devono segnalare i programmi non adatti ai minori con simboli colorati. Questa attenzione deve essere rafforzata nell’orario dalle 16 alle 19, la cosiddetta fascia protetta, durante la quale i palinsesti (compresi spot e trailer dei film) devono essere adatti al pubblico dei bambini. La fascia notturna, invece, lascia più libertà alle emittenti, visto che si presume che in quell’orario i telespettatori siano tutti adulti.

Se un contenuto che potrebbe turbare il bambino viene trasmesso durante la fascia protetta o la fascia per tutti, si può segnalare la violazione alle autorità competenti. In diverse regioni è possibile contattare anche l’ufficio del garante per l’infanzia, ma la figura non è ancora presente a livello nazionale. “Il disegno di legge che dovrebbe istituire questo organo è in discussione”, spiega il presidente dell’Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, “e noi ci siamo resi disponibili a collaborare con il governo”.

A vigilare sulle trasmissioni televisive è anche il Movimento italiano genitori (Moige), che spesso “bacchetta” le emittenti richiamandole al rispetto delle regole. Per il reclamo scritto, spiega in una scheda a parte il Sole, la segnalazione va inviata a destinatari differenti a seconda del canale televisivo che ha commesso la violazione: se si tratta di un’emittente nazionale (o della pay tv), la lettera va spedita all’Agcom; se invece si tratta di un’emittente locale, bisogna rivolgersi al Corecom, indicando titolo del programma “incriminato”, data e ora della messa in onda e motivazioni per cui si ritiene che il contenuto trasmesso non fosse adatto a un pubblico di bambini.

01 Febbraio 2010