Obama, su Youtube va in onda il presidente versione 2.0

NUOVI MEDIA

Sul videoportale l'inquilino della Casa Bianca risposto a dodici domande su riforma sanitaria, scuola e politica estera

di Patrizia Licata
Per oltre 40 minuti ieri mattina il presidente degli Stati uniti ha replicato ai quesiti inviati attraverso YouTube dai comuni cittadini, confermando l’attenzione strategica che i suoi esperti dedicano alle nuove forme della comunicazione in rete, aggirando i media tradizionali per raggiungere direttamente il pubblico. Riforma della sanità, riduzioni fiscali per le piccole imprese, prestiti agli studenti per pagarsi il college, aiuti alle famiglie senza casa, chiusura di Guantanamo: questi i temi selezionati dallo staff di YouTube per le domande al presidente a commento del Discorso sullo Stato dell’Unione tenuto davanti al Congresso mercoledì scorso.

Il Corriere della Sera si chiede se Barack Obama che risponde ai cittadini su YouTube sia un vero campione della democrazia diretta, o  piuttosto un presidente che non fa quasi mai conferenze stampa e in un momento difficile preferisce rispondere alle domande inoltrate dagli utenti e prima debitamente selezionate. Lo potremmo definire un leader 2.0 che non si fida dei media tradizionali (Obama meno di altri, non avendone di propri) e che li scavalca appena può, creando eventi in cui la sua presenza è centrale, fino a spostare l’attenzione dai problemi affrontati. Lui è lì, disponibile e intoccabile, e gli utenti che fanno domande sono molto meno minacciosi dei “veri” giornalisti.

Non che le domande dei cittadini siano false, continua il Corsera. Anzi, quelle poste a Obama sono le più votate dagli utenti di Citizen-Tube, canale politico di YouTube (noto però soprattutto ai giovani). Tuttavia, la selezione delle “top questions” poste a Barack Obama è stata effettuata dai curatori del sito in accordo - non ci sono dubbi - con lo staff del presidente.

Sicuramente oggi il pubblico americano può seguire il lavoro di Obama in ogni modo (tutto è online, la Casa Bianca è persino su Twitter), può mandargli le sue videodomande, e poi ascoltarlo su YouTube. Ma non c’è contraddittorio. Insomma, il web 2.0 rende liberi di comunicare ma al tempo stesso controlla. Le opinioni viaggiano veloci ma molti cercano di pilotarle. Pro e contro dei leader 2.0.

02 Febbraio 2010