Iab dice no alle norme sul web. Apriamo un tavolo.

DECRETO ROMANI

L'associazione degli operatori pubblicitari online boccia il decreto Romani e chiede un codice di autoregolamentazione per combattere l'illegalità in rete

di Davide Lombardi
Un tavolo di confronto istituzionale per la promozione di un Codice di Autoregolamentazione volto a combattere tutte le forme di illegalità sulla Rete. Lo chiede Iab Italia, associazione che raggruppa i più importanti operatori di pubblicità online, in un’audizione presso l’ottava Commissione Lavori Pubblici, Comunicazioni del Senato.

L’audizione fa parte di una serie di incontri delle Istituzioni con i principali attori del mercato per discutere l’applicazione della direttiva europea “Tv Senza Frontiere”. Iab Italia ha chiesto di mantenere lo spirito originario della direttiva ed escludere dall’applicazione della direttiva le piattaforme online che veicolano contenuti generati e messi a disposizione dagli utenti (Ugc). Bocciate, in sostanza, le norme sul web del decreto Romani. Meglio un codice di autoregolamentazione per contrastare ogni forma di reato online, sostiene l’associazione.

Tuttavia Layla Pavone, Presidente di Iab Italia, apprezza l’apertura al confronto che stanno dimostrando le Istituzioni e promuove il viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani, che nei giorni scorsi si è detto disponibile a rivedere il decreto anche per quanto riguarda il web.

02 Febbraio 2010